Aosta celebra ancora una volta la sua anima artigiana con la proclamazione dei vincitori della 1026esima Foire de Saint-Ours. L’Assessorato dello Sviluppo economico, Formazione e Lavoro, Trasporti e Mobilità sostenibile ha ufficializzato l’elenco dei premiati, confermando come la Fiera resti un punto d’incontro tra tradizione, innovazione e nuove generazioni.
Il Premio La Saint-Ours, destinato a un’opera di particolare rilievo dell’Artisanat Valdôtain Historique e Traditionnel, è stato assegnato a Giuseppe Binel per una scultura tecnicamente impeccabile, capace di raccontare la vita quotidiana dei campagnardi e di esprimere la più autentica tradizione valdostana. Menzione speciale per Demis Dandres con La fienagione, bassorilievo che interpreta il lavoro agricolo con forme innovative, semplici ed essenziali, in un insieme armonico.
Il Premio Amédée Berthod, riservato al più promettente espositore under 25, va a Loris Damarino, diplomato all’Institut Agricole, oggi diviso tra lavoro dipendente e azienda zootecnica di famiglia, che dedica il tempo libero alla lavorazione del cuoio, realizzando manufatti per la Saint-Ours, le Batailles e la Désarpa.
Il Premio Robert Berton, assegnato all’espositore più anziano non premiato negli ultimi cinque anni, è stato conferito a Sergio Buillet, nato il 9 giugno 1935.
Per il Premio Nozze d’Oro con la Fiera, destinato a chi partecipa da almeno 50 anni alla manifestazione, sono stati premiati Bruno Franco, Guido Diémoz, Siro Viérin, Gilberto Fiou, Franco Crestani e Dario Berlier.
Il Premio Pierre Vietti (tema 2026: Vignobles, vignerons et vin), attribuito dal Comité des Traditions Valdôtaines, è andato a Erick Bionaz per un bassorilievo che rappresenta con efficacia le diverse fasi del lavoro dei vignaioli valdostani, dalle vendemmie alla vinificazione, in una composizione armoniosa che richiama il paesaggio e la storia della regione. Menzione speciale per Romano Hugonin, premiato per il lavoro di ricerca e la ricostruzione dettagliata di un antico torchio, testimonianza dell’amore per la civiltà tradizionale valdostana.
Il Prix pour avoir préservé les techniques artisanales traditionnelles dans la fabrication d’outils agricoles è stato assegnato a Fabrizio Badery per la varietà e la qualità degli attrezzi presentati – dai rastrelli alle scale a pioli, dal corraggiato agli strumenti per la raccolta delle castagne – e per aver riproposto utensili di concreto interesse per chi sceglie di ripopolare le zone montane.
Il Premio Carlo Jans, destinato al corso regionale più meritevole, è andato alla Scuola elementare di Valgrisenche, apprezzata per l’unicità del materiale utilizzato, la lavorazione a telaio e la giovanissima età degli allievi, segno incoraggiante per il futuro dell’artigianato e della trasmissione dei saperi antichi.
Il Premio Alpino Pier Andrea Donazzan, assegnato dall’Associazione Nazionale Alpini – sezione Valle d’Aosta, è stato conferito ancora a Erick Bionaz per un’opera che unisce padronanza della scultura lignea tradizionale e riferimenti iconografici al mondo alpino, ispirata all’iniziativa benefica “Operazione Stella Alpina”, con il Cervino a fare da sfondo e una cascata di stelle alpine a dare una delicata nota poetica.
Il Premio Don Garino, alla migliore opera in legno a tema religioso, è andato a Ezio Dejanaz per la statua di Saint-Ours, simbolo di una spiritualità che attraversa i secoli e lega due figure rappresentative della cultura valdostana.
Lo stesso Ezio Dejanaz si è aggiudicato anche il Premio Domenico Orsi, destinato all’opera che meglio rappresenta il concetto di dono, con Il Pianto dell’Angelo, una scultura capace di emozionare e di richiamare il tema della pace in un periodo storico segnato dai conflitti. Menzione speciale per Erick Bionaz, premiato per una scultura che raffigura la solidarietà di due alpini volontari impegnati nel portare aiuto a un’anziana colpita da un’alluvione.
Il Premio SAVT Foire de Saint-Ours, riservato agli artigiani professionisti di tradizione che meglio rappresentano il mondo del lavoro per originalità e innovazione, è stato assegnato a Demis Dandres, capace di introdurre un’innovazione con una firma stilistica personale, nel rispetto dei materiali e dei temi della tradizione agricola.
Il Premio Ville d’Aoste – Franco Balan è andato a Maddalena Pintore, premiata per aver trasformato il gesto creativo in memoria condivisa e la materia in segno di umanità con l’opera “Gaza – Impronte per la Pace”, che coinvolge l’infanzia e utilizza un linguaggio semplice e accessibile, in piena sintonia con i valori dell’arte di Franco Balan.
Il Premio Enfanthéâtre, scelto dai bambini spettatori del Festival teatrale valdostano, è stato assegnato a Enrico Massetto per un’opera in legno che interpreta il tema 2026 “animali da palcoscenico”, con una volpe e un corvo avvolti dai tendoni di un teatro.
Infine, il Premio FIDAPA, destinato all’espositrice con l’opera più creativa e rispettosa della tradizione valdostana, è stato conferito a Lara Cavagnino per un lavoro che unisce legno antico e argilla, impreziosito da elementi naturali del territorio e da pizzi e manufatti all’uncinetto, espressione di un “savoir faire” femminile tramandato di madre in figlia.
Un palmarès ricco e articolato che conferma, anche in questa 1026ª edizione, come la Foire de Saint-Ours resti uno specchio fedele dell’identità valdostana: radici profonde, mani sapienti e uno sguardo sempre aperto al futuro.

pa.ga.



