Attualità | 28 gennaio 2026, 15:30

La vetrina che parla di Lui; il ritorno silenzioso di David le Tapissier alla 1026esima Fiera di Sant’Orso

In foto Raffaella & David

In foto Raffaella & David

Alla 1026esima Fiera di Sant’Orso, tra più di mille artigiani, non comparirà il nome di Raffaella Moniotto, artista e artigiana conosciuta in Valle dal 1992 per i suoi dipinti su legno e su tela, compagna di David Antonin, Le Tapissier, l’artista dei tessuti ma anche dell’anima, scomparso lo scorso 11 novembre dopo una malattia che non è mai riuscita a spegnere il suo talento, la sua voglia di crescere, la sua capacità di credere nella vita anche quando la vita gli chiedeva tutto.

Dal 2015 al 2024, durante i giorni di Fiera, David ha sempre aiutato Raffaella ad allestire il suo banco con l’amore che lo caratterizzava, il suo estro nei dettagli, la sua precisione nelle mani e la sua gentilezza nei modi. Quell’amore per la vita e per la sua compagna con la quale ha anche condiviso alcuni lavori, con pezzi realizzati da entrambi…una produzione piccola ma significativa e complice come quella che li ha resi partecipi assieme alla Fiera d'arte contemporanea a Torino, ‘Paratissima’.

Per David La Fiera di Sant’Orso ha sempre rappresentato un luogo e uno spazio del cuore, un appuntamento che attendeva con gioia ed entusiasmo. Amava le persone, l’atmosfera, il ritmo antico dei giorni e, soprattutto, amava la Veillà, quando nella cantina sotto il negozio allestiva insieme a Raffaella uno spazio che diventava un piccolo mondo. Lì c’erano risate, bicchieri, amici che entravano senza bussare, calore vero, incontri, racconti e convivialità. Era gioia pura, quella che resta addosso, quella che non si dimentica.

E poi, lo scorso gennaio 2025, è arrivato un momento che per entrambi ha segnato uno dei tanti traguardi desiderati e raggiunti da David, nonostante le cure che lo avevano parecchio debilitato.

Dopo due anni interi trascorsi nel laboratorio di pelletteria Minel di Anna Malavolti, due anni di studio paziente, di esercizio quotidiano, di mani che imparavano a parlare un linguaggio nuovo mentre la malattia avanzava, David era riuscito finalmente a esporre accanto alle opere di Raffaella le sue creazioni di pelletteria.

Era stato un percorso lungo, intenso, affrontato con una determinazione che sorprendeva chiunque lo vedesse; ogni lezione, ogni prova, ogni cucitura era un atto di resistenza, un modo per restare, un modo per dire alla vita che nonostante tutto lui continuava a crescere. E così, accanto ai colori e alle tele della compagna, erano apparse le sue borse, i suoi zaini, le sue cinture, i portamonete in pelle nera e testa di moro che parlavano di lui più di qualsiasi parola: essenziali, puliti, sinceri, come lo era lui. La voce nuova e luminosa del suo lavoro, nata da una forza che nessuna ombra era riuscita a spegnere.

Quest’anno Raffaella Moniotto non sarà presente in Fiera. Ma ci sarà lui. E ci saranno loro.

La vetrina di Gattacicova, in Via Croix De Ville 46, sarà illuminata non per riempire un vuoto ma per custodire una presenza, e lì saranno esposti tutti i lavori di pelletteria di David. Non come una mostra, non come un ricordo da osservare, ma come uno spazio intimo, profondamente intimo, dove ritrovare ciò che lui è stato attraverso il suo estro, la sua energia, la sua forza, la sua capacità di vivere intensamente anche davanti alla malattia, anche davanti alla morte. Quella vetrina rappresenterà la loro unione, ciò che erano, ciò che hanno costruito, ciò che resta in un angolo protetto e intimo. Sarà anche il luogo dove onorare l’estro di David, il suo talento e la sua versatilità, dove tutto ciò che creava nasceva da una sensibilità rara, da una mano capace di trasformare la materia in emozione e viceversa.

E sarà un luogo che non si guarda soltanto, ma si sente; un luogo dove ognuno, nella propria intimità, potrà ritrovare un frammento di lui, un gesto, un sorriso, una parola, un ricordo, uno sguardo.

Un luogo dove il dolore non cancella la luce, ma la rende più vera. Un luogo dove la mancanza non è un vuoto, ma una forma diversa di presenza. E questa vetrina sarà anche un dono. Un dono che Raffaella fa a lui, alla loro unione e a tutti coloro che lo hanno conosciuto e amato. Un gesto che trasforma un luogo in un abbraccio.

In mezzo alla 1026esima Fiera di Sant’Orso, tra le luci e il movimento, proprio lì, in quel silenzio che non fa male, David sarà ancora presente. Perché David non ha mai smesso di voler crescere, di voler imparare, di voler credere.

E questa vetrina lo racconterà a chi vorrà mantenere vivo il suo ricordo. Lo custodirà per immortalare la sua essenza. Lo restituirà, anche solo per un istante, come uno scatto fotografico capace di trattenere l’intera profondità della sua esistenza, a chi vorrà di nuovo ritrovarlo.

Raffaella Moniotto ringrazia il Dipartimento Sviluppo economico ed energia- Struttura attrattività del territorio, internazionalizzazione e artigianato di tradizione della Regione Autonoma Valle d’Aosta, che ha permesso di dedicare questa vetrina alla memoria di 'Le Tapissier' con una targa che sarà esposta accanto alle sue creazioni: “Banco n. 746 – In memoria di Antonin David”.

 

 

a.a.