In vista della 1026esima edizione della Fiera di Sant’Orso ad Aosta il 30 e 31 gennaio, il Comune ha adottato un’ordinanza in materia di ordine e sicurezza pubblica che disciplina la somministrazione e il consumo di bevande nell’area interessata dalla manifestazione.
Un provvedimento che, nelle ultime ore, ha generato qualche dubbio interpretativo tra esercenti e cittadini, in particolare sul presunto divieto assoluto di servire bevande in vetro anche all’interno dei locali. Una lettura attenta dell’ordinanza non consente di chiarire un punto fondamentale che è stato però spiegato a Laprimalinea dall'estensore stesso dell'atto, il dirigente dell’Area A6 e comandante della Polizia Locale, Fabio Fiore: il divieto riguarda esclusivamente l’area esterna della manifestazione e non gli spazi interni dei pubblici esercizi.
Il provvedimento nasce dall’esigenza di prevenire rischi per l’incolumità pubblica durante un evento che comporta un’elevata concentrazione di persone nel centro storico cittadino. In particolare, viene evidenziato come la dispersione di bottiglie e contenitori in vetro possa costituire un pericolo.
Per questo motivo, all’interno del perimetro della Fiera (centro storico) e anche in via Carrel, viale Partigiani, via Monte Vodice, via XXVI Febbraio, via Saint-Martin-de-Corléans e altre strade limitrofe è disposto tramite ordinanza il divieto di somministrare bevande in bottiglie di vetro e lattine; l’obbligo di servire le bevande in bicchieri di carta o plastica, versandole direttamente dal contenitore; l’obbligo, per la vendita di bevande in bottiglie di plastica, di aprire preventivamente i tappi; il divieto di utilizzo di bottiglie di vetro e lattine per il consumo di bevande nell’area sede dell’evento.
I divieti sono in vigore dalle ore 24 di giovedì 29 gennaio alle ore 24 di sabato 31 gennaio.
L’ordinanza, tuttavia, non introduce alcun divieto generalizzato all’interno dei locali. Il riferimento costante del testo è infatti all’“area sede dell’evento” e agli spazi pubblici interessati dalla manifestazione.
In altre parole, nei dehors, nelle aree esterne e negli spazi pubblici della Fiera, niente vetro né lattine; all’interno di bar, ristoranti e altri pubblici esercizi, la normale somministrazione in bicchieri e bottiglie di vetro resta consentita, nel rispetto della disciplina ordinaria.
Una distinzione coerente con la ratio del provvedimento, che mira a evitare l’abbandono o l’uso improprio di contenitori potenzialmente pericolosi nelle strade affollate, non certo a modificare le modalità di servizio all’interno di spazi chiusi e controllati.
L’ordinanza specifica inoltre che il divieto di somministrazione non opera nel caso in cui la vendita da asporto non sia finalizzata al consumo immediato in loco. Un chiarimento importante soprattutto per le attività commerciali che vendono bottiglie sigillate destinate a essere consumate altrove.
Sono previste sanzioni amministrative a 50 a 500 euro per la violazione delle norme sulla somministrazione; da 25 a 250 euro per il consumo di bevande in vetro o lattina nell’area della manifestazione.
In conclusione, l’ordinanza sulla Fiera di Sant’Orso 2026 non vieta il vetro nei locali, ma disciplina l’uso dei contenitori negli spazi pubblici interessati dall’evento, per ragioni di sicurezza. Una distinzione netta che evita interpretazioni eccessive e consente agli esercenti di operare con chiarezza, senza inutili allarmismi.


pa.ga.



