Cronaca | 27 gennaio 2026, 20:54

Allerta truffe; WhatsApp clonato e richieste di denaro ai contatti

In Valle diversi i casi segnalati sui social e denunciati alla Polizia postale negli ultimi giorni

Allerta truffe; WhatsApp clonato e richieste di denaro ai contatti

Fate attenzione alla vostra applicazione WhatsApp, soprattutto se condivisa sul pc: nelle ultime settimane diversi utenti valdostani sono stati vittime di una truffa informatica che porta alla clonazione dell’account e all’invio di richieste di denaro alla maggior parte dei contatti in rubrica.

Il meccanismo è ormai collaudato. I truffatori riescono a impossessarsi dell’account WhatsApp della vittima e, una volta entrati, scrivono ai suoi contatti fingendosi la persona reale. Il messaggio è studiato per fare leva sull’urgenza e sulla fiducia personale. Chi scrive queste righe parla per esperienza diretta, avendo subìto la clonazione nientemeno che nella giornata di oggi, martedì 27 gennaio. Il testo-truffa inviato ad almeno un centinaio di contatti è stato il seguente:

“Ciao, oggi ho avuto un’emergenza medica in una clinica privata, ma la mia carta non funziona. Avrei bisogno di 740 euro, te li restituisco stasera. Grazie davvero”.

Un messaggio assai curioso ma tutto sommato abbastanza credibile, diretto, che giunge da un contatto conosciuto: proprio questo lo rende particolarmente insidioso.

Come funziona la truffa

Nella maggior parte dei casi la clonazione avviene attraverso il furto del codice di verifica WhatsApp. I truffatori contattano la vittima fingendosi un conoscente, un operatore o un servizio tecnico, oppure inviano un SMS o un messaggio WhatsApp con una scusa qualsiasi (“ti ho mandato per errore un codice”, “devo recuperare l’account”, “serve per una verifica”). Quando la vittima comunica il codice di sei cifre ricevuto via SMS, i truffatori completano l’accesso da un altro dispositivo e prendono il controllo dell’account. Da quel momento il legittimo proprietario viene escluso e l’account viene usato per tentare truffe a catena sui contatti. In altri casi, più rari ma ancora più subdoli, la clonazione avviene tramite ingresso fraudolento nell'app WhatsApp scaricata sul computer, fisso o portatile. I malintenzionati inviano un link (phishing) o creano una situazione per accedere fisicamente al telefono della vittima per pochi secondi. Scansionano il codice QR di WhatsApp Web tramite l'app ufficiale, collegando il profilo della vittima al loro computer. Il truffatore può ora leggere, inviare messaggi ed estorcere denaro ai contatti, con l'account "fantasma" attivo su PC.

Cosa fare e come difendersi

La Polizia postale raccomanda di non comunicare mai a nessuno i codici di verifica ricevuti via SMS o WhatsApp, nemmeno a persone conosciute. WhatsApp non chiede mai codici tramite messaggi o telefonate.

È fondamentale attivare la verifica in due passaggi dalle impostazioni dell’app, impostando un PIN personale che rende molto più difficile la clonazione dell’account.

In caso di richieste di denaro ricevute via WhatsApp, soprattutto se motivate da emergenze improvvise, è sempre bene verificare con una telefonata diretta al contatto, anche a costo di sembrare diffidenti.

Se si sospetta di essere stati clonati, occorre agire subito: disconnettere WhatsApp reinstallando l’app, avvisare immediatamente i propri contatti del tentativo di truffa e segnalare l’accaduto alla Polizia Postale.

Una truffa che colpisce sulla fiducia

Si tratta di una truffa subdola, che sfrutta i rapporti personali e la disponibilità ad aiutare chi si conosce. Proprio per questo è importante parlarne e diffondere l’allerta: informazione e attenzione restano le armi più efficaci per evitare che altre persone cadano nel raggiro.

patrizio gabetti