Sono 7.954 gli alloggi destinati alle locazioni brevi per finalità turistiche attualmente censiti in Valle d’Aosta. Di questi, 2.207 sono utilizzati esclusivamente per locazioni superiori ai 30 giorni, per un totale complessivo di 32.786 posti letto. I dati, aggiornati al 20 gennaio 2026, sono stati illustrati dall’assessore regionale al Turismo e Commercio, Giulio Grosjacques, nel corso dell’audizione davanti al Comitato paritetico della qualità della normazione, riunitosi nel pomeriggio di mercoledì 21 gennaio.
La fotografia del settore emerge dalla relazione annuale prevista dalla legge regionale 11 del 2023, che ha introdotto l’obbligo di monitoraggio delle locazioni brevi per valutarne l’impatto sul sistema turistico e sul territorio. Un adempimento che, secondo il Comitato, consente di misurare non solo l’applicazione formale della norma, ma soprattutto la sua efficacia concreta.
Dal punto di vista territoriale, la concentrazione maggiore di alloggi a uso turistico si registra nei Comuni a più forte vocazione turistica. In testa c’è Valtournenche, con 1.150 alloggi, seguita da Courmayeur (942) e dal Comune di Aosta, che conta 616 unità.
Nel corso del 2025, gli alloggi a uso turistico hanno fatto registrare 492.185 presenze, con una composizione della domanda sostanzialmente equilibrata: 52% di turisti italiani e 48% di stranieri. Un segmento che, pur presentando coefficienti di occupazione inferiori rispetto alle strutture ricettive tradizionali, pesa per circa il 10-11% del totale delle presenze turistiche regionali.
Secondo l’assessore Grosjacques, la legge regionale ha anticipato orientamenti successivamente ripresi sia a livello nazionale sia europeo, consentendo alla Regione di disporre per la prima volta di una mappatura dettagliata di un comparto che ha ormai raggiunto dimensioni rilevanti. Le locazioni brevi risultano oggi diffuse in tutti i Comuni valdostani e, nelle aree a maggiore concentrazione, incidono non solo sull’offerta ricettiva ma anche sulla tipologia delle attività commerciali, dei servizi e delle infrastrutture.
Il settore si caratterizza inoltre per una gestione prevalentemente non professionale e discontinua, affidata in larga parte a persone fisiche. Per chi opera su più alloggi resta comunque la possibilità di evolvere verso forme strutturate, come le Case e appartamenti per vacanze (Cav), accedendo così anche agli strumenti regionali di sostegno.
Alla luce dei dati presentati, il Comitato paritetico della qualità della normazione ha espresso una valutazione positiva sull’impianto della legge, ritenendo che il monitoraggio periodico rappresenti uno strumento utile per governare un fenomeno in forte crescita e sempre più centrale nel quadro complessivo del turismo valdostano.


pa.ga.



