Eventi e appuntamenti | 23 gennaio 2026, 07:39

Giorno della Memoria, a St-Christophe il ricordo degli internati militari italiani che dissero 'No'

Giorno della Memoria, a St-Christophe il ricordo degli internati militari italiani che dissero 'No'

Un “no” silenzioso ma potente, pagato con la deportazione e spesso con la vita. È la Resistenza senza armi degli Internati Militari Italiani, raccontata dalla serata 'Tutti i nostri NO – L’eredità degli Internati Militari', in programma venerdì 23 gennaio alle 20,45 nella sala conferenze della Biblioteca di Saint-Christophe e organizzata in collaborazione con la sezione valdostana dell’Associazione nazionale ex internati-Anei, in occasione della Giornata della Memoria 2026.

Accanto alla Resistenza armata combattuta dai partigiani, la storia della Seconda guerra mondiale conserva anche quella portata avanti da centinaia di migliaia di militari italiani che, dopo l’8 settembre 1943, rifiutarono di collaborare con la Germania nazista e con la Repubblica sociale italiana. Per questa scelta, tra 600 e 700 mila soldati furono deportati nei lager tedeschi come Internati Militari Italiani (IMI e sottoposti a condizioni durissime. Secondo i dati della Croce Rossa Italiana, 78 mila non fecero ritorno.

A questa pagina di storia è dedicata la serata 'Tutti i nostri NO'; l’incontro prenderà il via alle 20.45 con la proiezione del docufilm 'Tutti i nostri NO. L’eredità degli Internati Militari Italiani', che ricostruisce il ruolo e il significato del rifiuto opposto dai soldati italiani al nazifascismo.

In Valle d’Aosta furono oltre 1.600 i militari internati, circa un centinaio i morti. Tra le storie ricordate anche quella degli alpini valdostani del Battaglione Aosta, catturati nei Balcani e deportati nei campi di lavoro e di concentramento in Germania e Serbia, impiegati nelle miniere, nelle cave e nelle infrastrutture ferroviarie. Alcuni riuscirono a fuggire e a unirsi alla Resistenza jugoslava, come l’aostano Ettore Ramires, medaglia d’oro al valor militare alla memoria.

Nel corso della serata si parlerà anche della musica nata nei campi di prigionia, delle canzoni composte dagli internati nei lager tedeschi, testimonianza culturale e umana di una Resistenza silenziosa ma decisiva. Un’eredità che l’iniziativa intende trasmettere soprattutto alle nuove generazioni, affinché conoscano il significato profondo di quel “no” pronunciato lontano dalle armi, ma non meno coraggioso.

pa.ga.