Integrazione e solidarietà | 20 gennaio 2026, 07:40

Sicurezza e violenza giovanile: svolta su armi bianche ma in Valle non c'è allarme

Dalla Sovrintendenza regionale viene segnalato che negli ultimi anni non si sono rese necessarie visite ispettive nelle scuole per gravi episodi di violenza

Sicurezza e violenza giovanile: svolta su armi bianche ma in Valle non c'è allarme

Il tema della sicurezza legata alla violenza giovanile torna con forza al centro dell’attenzione nazionale, mentre in diverse città italiane si moltiplicano le iniziative e le mobilitazioni studentesche e il Governo accelera sull’elaborazione di un nuovo pacchetto di misure per contrastare l’uso di armi bianche tra i minori.

Le recenti manifestazioni di studenti a La Spezia, nate per chiedere giustizia e maggiori garanzie per scuole più sicure, si inseriscono in un clima segnato da episodi di cronaca che hanno riacceso il dibattito pubblico, a partire dall’accoltellamento mortale di uno studente da parte di un coetaneo avvenuto in Liguria.

In questo contesto, l’Esecutivo sta lavorando a un rafforzamento del quadro normativo, introducendo norme più severe in materia di vendita e possesso di armi da taglio. Tra le principali novità previste figura il divieto esplicito e assoluto di vendita ai minorenni, sia nei negozi fisici sia sulle piattaforme online, di armi proprie e improprie, inclusi oggetti di uso comune come i coltelli da cucina. Le sanzioni per chi viola il divieto potranno arrivare fino a 3.000 euro.

Il nuovo pacchetto prevede inoltre la possibilità di arresto in flagranza, seppur facoltativo, e l’applicazione di misure cautelari anche nei confronti dei minori dai 14 anni in su. In precedenza, in caso di flagranza, le misure si limitavano prevalentemente all’accompagnamento a casa o in un centro di prima accoglienza.

Particolare attenzione viene posta anche sul fronte delle responsabilità genitoriali: sono previste sanzioni amministrative fino a 1.000 euro per i genitori che non abbiano dimostrato di non aver potuto impedire il fatto. Finora il sistema faceva principalmente riferimento alla responsabilità civile per “colpa in educando”, con eventuali risarcimenti e, nei casi più gravi, l’allontanamento del minore dal nucleo familiare.

Sul piano locale, dalla Sovrintendenza regionale viene segnalato che negli ultimi anni non si sono rese necessarie visite ispettive nelle scuole per gravi episodi di violenza. Parallelamente, una recente normativa ha introdotto l’obbligo, per gli studenti sospesi per più di due giorni, di svolgere azioni di cittadinanza attiva, come attività di cura del verde o servizi alla collettività, rafforzando il legame tra sanzione disciplinare ed educazione civica.

A dicembre la Regione aveva pubblicato un avviso rivolto al Terzo Settore per l’attivazione di questi percorsi, ma il bando, scaduto nelle ultime ore, ha registrato una partecipazione quasi nulla. L’Amministrazione regionale ha annunciato la predisposizione di un nuovo avviso, con il coinvolgimento dei Comuni, nel tentativo di rendere più efficace l’attuazione delle misure.

i.d.