Cronaca | 13 gennaio 2026, 16:08

'Mi minacciava di rompermi le gambe, ma non ho mai temuto che volesse uccidermi'

Al processo nei confronti di un giovane valdostano accusato di atti persecutori ha deposto oggi al tribunale di Aosta la presunta vittima

'Mi minacciava di rompermi le gambe, ma non ho mai temuto che volesse uccidermi'

"Vivevo in un clima di paura, lui mi telefonava decine di volte al giorno, mi minacciava di botte, mi diceva che mi avrebbe rotto le gambe. Però posso dire di non aver mai seriamente temuto per la mia vita, non credo lui abbia mai pensato di uccidermi". Lo ha detto questa mattina, deponendo di fronte al giudice nell'aula del tribunale di Aosta, la 'ex' di un 40enne valdostano residente nella Valtournenche, imputato di atti persecutori (art. 612 cp).  

Denunciato nell'autunno scorso dalla vittima delle sue ossessioni, l'uomo (difeso dall'avvocato Pierluca Benedetto del foro di Aosta) era finito in carcere nella prima metà di ottobre nell'ambito di un protocollo in 'codice rosso'; accuse formulate nero su bianco dai carabinieri della Compagnia di Chatillon/Saint-Vincent. Lo 'stalkeraggio' nei confronti della donna era iniziato al termine di una breve, appassionata relazione che lei aveva deciso di 'chiudere'; lui non aveva accettato il rifiuto e aveva iniziato a perseguitare la donna con messaggi minacciosi, pedinamenti, appostamenti fino a giungere all'aggressione fisica.

Violenza, l'ennesima, che gli era costata l'arresto.

"Lui mi aveva scritto dal carcere - ha deposto la parte lesa - si è detto pentito e assicura di essere cambiato. Io me lo auguro tanto, per lui. Per quanto ne so, forse oggi è davvero una persona diversa". 

Il giudice Marco Tornatore ha aggiornato l'udienza al prossimo 20 febbraio, per ascoltare gli ultimi testimoni.

pa.ga.