La Procura regionale della Corte dei conti ha citato in giudizio il sindaco di Pontboset, Ilo Chanoux e l’ex segretario comunale nell’ambito della vicenda legata alla frana che il 26 novembre 2000 costò la vita a Ilario Favretto, trentenne torinese. L’udienza è stata fissata per il prossimo mese di maggio e al centro del procedimento contabile c’è un presunto danno erariale quantificato in circa due milioni di euro.
La tragedia si consumò lungo la strada regionale quando una colata di detriti travolse l’auto sulla quale viaggiava la vittima insieme alla moglie, che rimase ferita. Sulla vicenda si è sviluppato un lungo contenzioso civile conclusosi con una sentenza definitiva che ha condannato il Comune di Pontboset a risarcire gli eredi dell’automobilista.
Secondo il procuratore contabile Quirino Lorelli, il danno per le casse pubbliche non si limiterebbe all’importo liquidato a titolo di risarcimento, ma comprenderebbe anche ulteriori esborsi sostenuti dall’ente nel corso degli anni. Nel capo di citazione si fa riferimento, in particolare, al protrarsi di azioni giudiziarie ritenute infondate, che avrebbero avuto come effetto quello di ritardare il pagamento delle somme dovute e di celare responsabilità e omissioni risalenti all’epoca dei fatti.
I giudici contabili dovrannio ora valutare se le scelte amministrative e processuali adottate allora abbiano prodotto un aggravio ingiustificato di spesa per il Comune e se sussistano profili di responsabilità personale in capo ai due ex amministratori.
Giunta 'esplosa', si va verso il commissariamento
Sono giorni difficili per il sindaco di Pontboset. Alle dimissioni del vicesindaco Marco Larroca, sono seguite nei giorni scorsi quelle degli assessori Massimo Rosa e Arianna Vuillermoz, nonché della consigliera Simona Romondia. Oggi si completa lo svuotamento dell’esecutivo con l’uscita di scena del consigliere Daniele Belcastro e dell’ultimo assessore rimasto, Luca Mazza, 'pluridelegato' dalla sicurezza alla partecipazione dei cittadini, dalla digitalizzazione allo sviluppo delle energie alternative fino ai rapporti con il mondo associativo.
Mazza collega la sua decisione al progressivo venir meno della giunta, stante il fatto che sopo le dimissioni di tre assessori su quattro la situazione era di fatto già compromessa. Dopo aver chiuso gli adepimenti più urgenti, ha ritenuto corretto fare un passo indietro.


pa.ga.



