Cultura | 29 agosto 2025, 06:55

Il Canto che abbraccia il creato; 800 anni di luce con San Francesco

Il Canto che abbraccia il creato; 800 anni di luce con San Francesco

Nel cuore del XIII secolo, in un’Italia frammentata e ferita, un uomo scalzo e mite compose uno dei testi più rivoluzionari e luminosi della letteratura occidentale: Il Cantico delle Creature. Era il 1225, e Francesco d’Assisi, ormai provato dalla malattia e dalla cecità, trovava nella contemplazione del mondo il linguaggio più puro per lodare Dio. Oggi, a ottocento anni dalla sua morte (che ricorrerà nel 2026), il “Patrono d’Italia” torna protagonista di libri, studi e celebrazioni che ne riscoprono la voce profetica e poetica. Il Cantico, scritto in volgare umbro, è considerato il primo testo poetico della letteratura italiana. Ma la sua apparente semplicità nasconde una struttura retorica raffinata: l’anafora di “Laudato si’, mi Signore” scandisce ogni strofa come un respiro liturgico, mentre l’uso del parallelismo e della personificazione trasforma gli elementi naturali in fratelli e sorelle, in una famiglia cosmica che partecipa alla lode divina. Francesco non descrive il mondo ma lo chiama per nome. Frate Sole, Sora Luna, Frate Vento, Sora Acqua… Ogni creatura è partecipe della bellezza di Dio, e persino la morte, Sora nostra Morte corporale, viene accolta con dolcezza, come soglia e compimento. L’ispirazione del Cantico nasce dalla spiritualità francescana, che rifiuta il possesso e abbraccia la povertà come via di libertà. Ma è anche una risposta poetica alla teologia medievale, che spesso vedeva il mondo come luogo di caduta. Francesco ribalta la prospettiva. La natura non è da temere, ma da amare. Il creato è il primo sacramento, il primo libro che parla di Dio. In questo senso, il Cantico è anche un manifesto ecologico ante litteram. La sua visione armonica tra uomo e ambiente risuona oggi con forza, in un tempo segnato dalla crisi ambientale e spirituale.

Altissimo Onnipotente bon Signore

tue so’ le laude, la gloria et omne benedictione.

A Te, solo Altissimo se confanno

et nullo homo è digno Te mentovare.

Laudato si’ mi’ Signore

con tutte le tue creature

e spetialmente messer lo frate sole,

lo qual’è iorno e allumini per lui,

et ellu è bello cum gran splendore,

de Te Altissimo ha significazione.

Laudato si’ mi’ Signore

per sora luna e per le stelle,

per frate vento per aere et omne tempo

con cui tu dai a noi  sustentamento.

Per sora acqua, umile et casta,

per frate foco robustoso et iocundo.

Laudato si’ mi’’ Signore

per sora nostra madre terra

la quale ci sostenta e ci governa,

ci dona frutti e fiori ed erba;

per chi perdona per lo tuo amore,

per chi sostiene infermità, tribolazione.

Laudato si’ mi’ Signore

per sora morte corporale,

da cui null’omo vivente può scampare.

Ma guai a chi troverà nelli peccati!

Beati quelli che troverà

nelle santissime tue voluntate.

Laudate et benedite

et rengratiate il mio Signore,

servite a Lui cum grande umilitate.

Laudate il mio Signore.

 

 

red.laprimalinea.it