Con il romanzo 'Macaco', il 45enne valdostano Simone Torino è il vincitore della 37esima edizione del Premio Italo Calvino.
Due menzioni speciali della Giuria a pari merito vengono assegnate a Saverio Gangemi per Calùra e a Elisa Menon per Guance bianche e rosse. Elda è salita alle Malghe. Il vincitore e le menzioni speciali sono stati proclamati dai giurati Viola Ardone, Beatrice Manetti, Roberta Mazzanti, Andrea Pomella, Alessandro Zaccuri durante la Cerimonia di Premiazione che si è svolta al Circolo dei lettori di Torino.
Questa la motivazione della Giuria per l’opera vincitrice, 'Macaco': "La Giuria, preso atto del ricco ventaglio delle scritture e delle narrazioni pervenute e del loro complessivo buon livello, decide di assegnare il Premio a 'Macaco' di Simone Torino. Una voce singolare per descrivere un mondo ai margini che si credeva scomparso, quello agricolo, non senza incursioni altrove. Grazie a una lingua spezzata che incide azioni e pensieri si viene immediatamente trascinati all’interno dell’universo del protagonista, un universo insieme poetico e di terra, innervato sotto traccia di istanze etiche. Una storia semplice, fatta di gesti legati al lavoro, di quotidianità solitaria, di momenti minimi di relazioni amicali, ed è questa la sua magia".
Simone Torino è nato nel 1979 ad Aosta e vive a Pont-Saint-Martin. Dopo essersi diplomato come perito elettronico all’Itis di Verrès, ha seguito i corsi della Triennale di Lettere moderne all’Università di Torino. Ha poi frequentato a Bologna, presso la Scuola Karenin, il corso di scrittura “Trovare la sedia”. Ha svolto diverse attività, da operaio agricolo a postino. Attualmente scrive assiduamente.
Nel corso degli anni ha pubblicato racconti in rete o con piccole case editrici, tra cui Io non son più io (son quello là) nel volume Comincia adesso (Eris, 2016).
'Macaco' mette in campo la vita ai margini di un personaggio che rifiuta orgogliosamente i tanti superflui comfort moderni. Una storia, quella di Macaco, operaio agricolo per scelta, fatta di gesti legati al lavoro, di quotidianità, di relazioni amicali nella defilata atmosfera della Val d’Aosta, tra il solito bar, un ristorante e la palestra. Una lingua di grande efficacia, che segmenta azioni e pensieri in veri e propri colpi di zappa, trascina immediatamente il lettore nell’universo logico e sentimentale del protagonista.


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