Tra Cielo e Terra | 22 dicembre 2023, 08:00

Un nuovo inverno è arrivato, un tour per il mondo fra tradizioni e usanze dedicate al solstizio

Oggi alle ore 04:27, ora italiana, abbiamo dato il benvenuto alla stagione invernale 2023, sarà il giorno più corto dell’anno perché a partire da questo momento, comincia l’inverno astronomico, che termina il 20 Marzo, con l’equinozio di primavera

Un nuovo inverno è arrivato, un tour per il mondo fra tradizioni e usanze dedicate al solstizio

Si tratta del periodo dell’anno in cui il Sole, nel suo moto apparente lungo l’eclittica, raggiunge la massima distanza angolare rispetto all’equatore celeste (e si posiziona nel punto più meridionale nella sua orbita apparente intorno alla Terra).

E’ il Polo Sud ad essere rivolto verso il Sole, mentre sul nostro emisfero i raggi del sole illuminano una superficie minore di quella che rimane ombra.

Dopo il solstizio d’inverno, le giornate cominciano pian piano ad allungarsi e la luce torna ad essere più presente del buio. Quando un emisfero sta vivendo il solstizio d’inverno, l’altro sta vivendo contemporaneamente il solstizio d’estate. Nel nostro emisfero settentrionale oggi, venerdì 22 dicembre, sarà il giorno più corto dell'anno con una giornata che farà registrare solamente 8 ore e 35 minuti di luce solare.

PhotoCredits:PassioneAstronomia

Da qui l’importanza del solstizio d’inverno nella storia e nell’immaginario collettivo. Un momento di stasi apparente seguito poi dalla rinascita primaverile in cui di fronte ad una Natura più dormiente gli uomini contrappongono festeggiamenti e celebrazioni di vario tipo.

In Irlanda la scoperta del solstizio d’inverno a Newgrange è avvenuta grazie all’ausilio della gente del posto, che raccontava di una pietra, con tre spirali scolpite, che veniva illuminata solo in un determinato periodo dell’anno. Sembrava una leggenda, finché O’Kelly non lo vide con i propri occhi quando all’alba del giorno più corto dell’anno, e precisamente alle 8:58 del mattino, un raggio di sole penetrò attraverso una finestrella quadrata del tetto, attraversando il corridoio ed entrando nella camera sepolcrale. Costruite durante il periodo neolitico, dall’aspetto di piccole colline, le tombe a corridoio di Brú na Bóinne risalgono a circa 5.000 anni fa, al 3200 a.C., quasi 600 anni prima della Grande Piramide di Giza in Egitto e quasi 1.000 anni prima di Stonehenge in Inghilterra.

Identificate anche come tempio, rivestono una grande importanza religiosa, ma anche astrologica e culturale. Il monumento rimase sepolto e dimenticato per migliaia di anni ma nel 1142, un’abbazia cistercense venne edificata nella zona e furono acquistati i terreni intorno a Newgrange, che lo trasformarono in un granaio annesso all’abbazia stessa. Poi, fu solo nel 1699 che alcuni contadini, scavando tra le pietre, scoprirono l’ingresso ma  solo nel 1962 cominciarono gli scavi effettivi sotto la guida dell’archeologo M.J. O’Kelly, chevdiressevle opere di restauro e conservazione. Lo stesso si rese conto che questo luogo, oltre ad essere utilizzato per riti precristiani, era anche usato per celebrare il solstizio d’inverno. Questo fenomeno può essere osservato il 21 dicembre, ma anche nei giorni concomitanti, ovvero il giorno prima e il giorno dopo.

Solstizio invernale a Newgrange-Irlanda

In Cina invece il solstizio invernale è celebrato con il Dongzhi Festival 冬至 che si celebra ogni anno tra il 21 e il 23 dicembre, durante l’undicesimo mese del calendario lunare cinese. Quest’anno avrà luogo il 22 dicembre. La festa, che affonda le sue radici ai tempi dell’antica Dinastia Han (202 a.C. – 220 d.C.), è l’ultima dell’anno e ricorre sei settimane prima del Capodanno cinese. Il termine Dongzhi, significa  "l’estremo dell’inverno" e  indica la data in cui si manifestano il giorno più breve e la notte più lunga dell’anno. Le celebrazioni di questo avvenimento trovano origine nella filosofia yin-yang, secondo la quale il solstizio d’inverno rappresenterebbe il punto di incontro tra il culmine di freddo e oscurità collegate alle caratteristiche dello 'yin'  e la svolta verso un nuovo inizio evolutivo tipico di  'yang', che porta con sé luce e calore.

Per questo motivo il Dongzhi Festival è un’occasione che i cinesi celebrano con ottimismo, nella convinzione che l’incontro di yin e yang rappresenti un momento paradigmatico di armonia ed equilibrio cosmico. La tradizione vuole che in questa data le famiglie si riuniscano a festeggiare, cucinando e mangiando insieme ravioli e involtini, o il tipico cibo che si consuma per l’occasione, detto tangyuan. Un’altra usanza, più artistica e simbolica ,praticata da numerose famiglie cinesi, consiste nell’appendere un dipinto ad acquerello raffigurante un susino. La caratterstica di questo gesto consiste nell' incompletezza del disegno in quanto inizialmente l’albero è raffigurato spoglio ma, con il passare del tempo l’albero riceverà colore e fiorirà, grazie all’intervento dei componenti della famiglia, che ogni giorno, a partire dal solstizio d’inverno, aggiungeranno un petalo o un fiore alla composizione. Prosperità è ottimismo sono  le parola d’ordine per il Dongzhi Festival: celebrare l’inverno pensando che tutto è parte di un processo di evoluzione e che presto arriverà la stagione della fioritura.

Uno scatto del  Dongzhi Festival 

In  India , in particolare nella regione del Punjab e nella città di Delhi, Sikh e Indù si celebra il Lohri. Questo rappresenta l’ultimo giorno del mese in cui si verifica il solstizio, che corrisponde al 13 gennaio. Nei giorni che precedono il Lohri, gli abitanti del villaggio raccolgono ramoscelli e rami per un gigantesco falò, che funge da sfondo per canti, balli e banchetti. 

Ma passiamo in Iran. L'antica festa persiana Shab-e Yalda  celebra la fine dei giorni più brevi e la vittoria della luce sull’oscurità. Shab  significa notte e Yalda significa nascita. La celebrazione è caratterizzata da 'raduni'  famigliari, accensione di candele, letture di poesie e consumazione di cibo salutare, elementi indispensabili per poter superare e trascorrere la notte più lunga dell’anno assieme.

Tavola bandita per i festeggiamenti del Shab-e Yalda

E in Canada? Per celebrare il solstizio d’inverno, la Secret Lantern Society di Vancouver ha creato il Solstice Lantern ovvero il  Festival delle Lanterne. I partecipanti possono frequentare laboratori per creare la loro lanterna e sfilare in processioni notturne per tutta la città che culminano in spettacoli di fuoco. Caratteristico è  il Labirinto di Luce, un labirinto di 600 candele che invita i visitatori a lasciar andare i vecchi pensieri e a trovare nuove possibilità per l'anno a venire.

Anche in Italia due delle regioni che continuano a praticare i rituali antichi associati al solstizio sono l’Abruzzo e il Molise. La festa più famosa si tiene ad Atri, in provincia di Teramo, in Abruzzo. Nel corso dei secoli le usanze si sono cristianizzate ma molti dei rituali sono chiaramente pagani e potrebbero risalire addirittura all’epoca preromana. La celebrazione di Atri inizia al tramonto del 7 dicembre e dura fino all'alba dell'8 dicembre (che coincide con la festa dell'Immacolata Concezione). E' chiamata anche la Notte dei Faugni, ossia giganteschi fasci di canne che vengono poi accesi per creare un enorme falò.

L'inverno è quindi iniziato, e a voi lettori auguriamo di trascorrere questo tempo secondo la filosofia norvegese: il 'Koselig', filosofia che esalta questo periodo dell'anno grazie al contatto con la natura, cene tra amici e intimi, con atmosfere e ambienti soffusi, trovando la felicità nelle piccole cose della quotidianità. Perché quando fuori le temperature sono basse e il buio arriva presto, il desiderio di uscire scarseggia ed ecco che  il 'Koselig' ci insegna la 'stasi', e il piacere quindi di vivere questa stagione al meglio. 

 

red.laprimalinea.it

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