La promessa di un confronto più aperto con le opposizioni raccoglie disponibilità, ma il cambio alla guida della Regione lascia aperte le divisioni sulle ragioni della crisi, sulla continuità del programma e sulle scelte della maggioranza. Nel dibattito del 5 novembre sulla nuova Giunta di Aurelio Marguerettaz, tutti i gruppi hanno misurato gli impegni annunciati con le questioni che attendono risposte: bilancio, sanità, energia, società partecipate, lavoro e futuro delle comunità di montagna. E anche tra i sostenitori del nuovo esecutivo sono emersi distinguo e richiami politici.
A segnare una distanza all’interno dell’Union Valdôtaine è stato Corrado Jordan, che ha confermato il voto favorevole senza nascondere una diversa valutazione sulla successione a Renzo Testolin: "L’Uv ha gestito questa fase delicata con tempestività e responsabilità, consentendo la rapida ripresa del lavoro del Consiglio e del Governo. Voto Marguerettaz, anche se nel gruppo avevo proposto altre alternative", ha spiegato. "La mia posizione non nasce da considerazioni personali, ma da una diversa visione della gestione del potere; avremmo potuto cogliere questa occasione per aprire una prospettiva nuova. Esprimo comunque un voto favorevole, per rispetto delle istituzioni e appartenenza al gruppo, con l’auspicio che collaborazione, valorizzazione dei consiglieri e trasparenza trovino finalmente attuazione".
Un altro intervento dal significato politico, oltre che personale, è arrivato dal vicecapogruppo di Forza Italia Marco Sorbara: "Questa maggioranza ha affrontato una delicata vicenda giudiziaria con equilibrio e garantismo, evitando di trasformare l’Aula in un tribunale. Ma il garantismo deve valere sempre, anche per chi è lontano dalle nostre posizioni, altrimenti diventa convenienza", ha osservato. Poi il riferimento al proprio passato nell’Uv: "A quel movimento ho dedicato impegno, lealtà e passione, ma nel momento più difficile della mia vita mi ha abbandonato. Mi sarei aspettato più coraggio nel riconoscere gli errori, ricostruire i rapporti e valorizzare il consenso dei cittadini". Sorbara ha comunque ribadito il sostegno a Marguerettaz: "Continuerò a lavorare con autonomia di giudizio e senso delle istituzioni. Alla Valle d’Aosta servono una nuova marcia e una politica capace di mettere davvero al centro i cittadini".
La critica più netta all’origine della crisi è stata formulata dalla capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra Chiara Minelli: "Oggi eleggiamo il decimo presidente in dieci anni, come se nulla fosse. Quanto accaduto deriva dal mancato rispetto di una legge regionale e dalla convinzione di poter stare al di sopra delle regole", ha dichiarato, contestando l’assenza di una valutazione critica e la conferma dell’alleanza con Forza Italia. "Il programma depositato riproduce quello del Governo Testolin, mentre nell’esposizione di Marguerettaz compaiono elementi di discontinuità: qual è il vero programma? Mancano risposte su Casinò, Cva, crisi energetica e Cogne Acciai Speciali, così come obiettivi chiari sulla transizione energetica e sul contrasto alla povertà. Il rispetto della legge è un principio democratico che non ammette scorciatoie".
Sul medesimo terreno si è collocato Marco Carrel, capogruppo di Autonomisti di Centro, che ha rilanciato il percorso politico di Pour l’Autonomie: "Sostituire il Presidente non basta a chiudere la crisi politica e istituzionale. La questione dei mandati era nota prima delle elezioni e si è scelto di non affrontarla; l’autonomia comincia dal rispetto delle regole che ci siamo dati - ha sostenuto -. Restano gli stessi equilibri e lo stesso programma, mentre si è persa l’occasione per un progetto autonomista più ampio; lavoreremo a un’alternativa aperta alla società, ai giovani, alle imprese e alle comunità locali, fondata sulla difesa dello Statuto e sul rafforzamento di servizi e opportunità".
Il Pd ha riconosciuto diversi contenuti del programma, chiedendo però conto della scelta politica che lo tiene fuori dalla maggioranza. "Ritroviamo indirizzi che abbiamo contribuito a costruire nella precedente legislatura, dalla scuola alle politiche sociali, dal lavoro alla cultura. Quale beneficio ha dunque giustificato la rottura di un anno fa?", ha domandato il capogruppo Jean-Pierre Guichardaz. "Non faremo opposizione pregiudiziale e valuteremo ciò che serve alla Valle, chiedendo lo stesso trattamento per le nostre proposte. Ma resta la contraddizione di un’alleanza con una forza che a Roma governa insieme a una destra nazionalista e centralizzatrice, mentre la nostra specialità affonda le radici nella Resistenza, nell’antifascismo e nella solidarietà".
Per la vicecapogruppo Clotilde Forcellati, la disponibilità al confronto dovrà tradursi nella possibilità di incidere sulle decisioni: "Il programma conferma gli indirizzi esistenti senza proporre una nuova visione. Ci aspettiamo un cambio di passo sulle partecipate, perché Casinò e Cva impongono una riflessione sul controllo e sulle responsabilità del socio pubblico", ha affermato. "Servono risposte su spopolamento, sanità, energia e comunità montane. Collaborare significa lavorare insieme, non sostenere decisioni già prese: se arriveranno trasparenza e rispetto istituzionale saremo disponibili, altrimenti l’opposizione sarà rigorosa".
Più tagliente Fulvio Centoz: "La crisi è stata risolta rapidamente, ma l’alternativa esisteva già un anno fa e dopo la prima sentenza di maggio. Avete preferito resistere per difendere il posto del presidente e oggi ripresentate la stessa maggioranza e lo stesso programma". Sul profilo di Marguerettaz ha aggiunto: "È in Consiglio dal 2003, è già stato assessore e vicepresidente; il nuovo che avanza è un usato sicuro, ma noi vogliamo una Valle dove i giovani possano restare, con lavoro, servizi di prossimità e acqua tutelata come bene comune".
Da Fratelli d’Italia, Massimiliano Tuccari ha registrato un primo segnale sul metodo: "Abbiamo avvertito un clima più aperto, che speriamo trovi conferma in Aula e nelle Commissioni; il nostro giudizio partirà dagli impegni annunciati e dalle decisioni che seguiranno", ha detto il vicecapogruppo. "Chiediamo chiarezza sulle scelte e sui tempi, un cronoprogramma per i grandi dossier e risposte a famiglie, imprese e Comuni; porteremo proposte e sosterremo i provvedimenti utili, con fermezza nel verificare gli impegni".
Il collega consigliere Aldo Domanico ha concentrato l’attenzione sugli strumenti del lavoro consiliare: "Chiediamo di ricevere le carte in tempo per poterle discutere: i dossier devono arrivare in Commissione prima delle decisioni", ha sottolineato. "Occorrono informative sulle partecipate, indicatori verificabili per il rilancio del Casinò, un vero dibattito su Cva e concessioni idroelettriche, risposte per Heineken e Cogne Acciai Speciali e una data realistica per l’ospedale, con aggiornamenti mensili. La prima urgenza è approvare il bilancio entro il 31 dicembre; siamo disponibili a lavorare rapidamente, purché ci sia il tempo per esaminarlo ed emendarlo".
Il capogruppo Alberto Zucchi ha auspicato la fine delle contrapposizioni con il precedente esecutivo, sollevando però il tema della legge elettorale nazionale. "Vedremo presto se seguiranno i fatti. Ci auguriamo che finisca il muro contro muro e continueremo a sostenere i provvedimenti nell’interesse dei valdostani", ha dichiarato. "Occorre però chiarire la posizione dell’UV sulla legge elettorale: un nuovo ricorso alla Corte costituzionale, mentre si annuncia collaborazione, ci sembrerebbe intempestivo. E sarebbe difficile comprendere la posizione di Forza Italia, che ha sostenuto la legge a Roma".
Per la Lega, il capogruppo Andrea Manfrin ha riconosciuto nel discorso di Marguerettaz alcuni temi proposti durante le consultazioni: "Caro energia, carburanti, spopolamento, commercio di prossimità, sicurezza e flussi migratori hanno trovato riscontro e ne diamo atto al presidente", ha spiegato. "Restano centrali sanità, valorizzazione del personale e sostegno alle famiglie che assistono persone fragili. Siamo disponibili al confronto, ma senza cambiali in bianco: le prossime settimane diranno se il cambiamento di metodo sarà reale".
Corrado Bellora ha invece indicato nella riforma elettorale regionale il primo banco di prova: "Insediamo la seconda Giunta in meno di un anno: servono regole che consentano agli elettori di scegliere una maggioranza stabile", ha sostenuto. "La proposta depositata il 10 dicembre 2025 con Fratelli d’Italia e La Renaissance è ancora ferma in Commissione. Se si vuole collaborare, si cominci a discuterla e a portare proposte".
Il vicecapogruppo Simone Perron ha richiamato anche il contesto internazionale: "Ci interessano i temi e il futuro della Valle: sicurezza, tenuta dei territori, concessioni idroelettriche e opportunità per i giovani", ha detto. "Continueremo a proporre soluzioni e a chiedere risposte puntuali, preparandoci anche agli scenari più difficili. Le minacce e gli episodi che interessano l’Europa non possono essere ignorati: saremo giudicati sulla capacità di affrontare i problemi".
La capogruppo de La Renaissance Valdôtaine, Eleonora Baccini ha legato l’apertura al dialogo alla qualità dei risultati: "Rimettere in moto l’amministrazione è necessario, ma bisogna chiarire la direzione politica. Il confronto richiede informazioni complete e la possibilità di incidere", ha affermato. "Valuteremo sanità, trasporti, scuola, sostegno a famiglie e imprese, trasparenza delle partecipate e autonomia dei Comuni. Anche alle politiche manterremo piena autonomia: gli oltre 6.300 voti ottenuti nel 2022 con Giovanni Girardini rappresentano una responsabilità e un consenso che può pesare sui futuri equilibri".
Per Avs, Eugenio Torrione ha chiesto che il nuovo metodo cominci dal rispetto dei tempi: "Accogliamo positivamente la promessa di ascolto, ma documenti tardivi e scadenze sovrapposte riducono il ruolo delle minoranze a una presa d’atto", ha osservato. "Il Defr va aggiornato prima del bilancio e le Commissioni devono essere il luogo in cui si costruiscono le leggi. Servono inoltre percorsi chiari per l’obiettivo Fossil Fuel Free al 2040 e per la riforma della disabilità".
Andrea Campotaro ha affrontato le scelte economiche e turistiche: "Non possiamo concentrare quasi tutte le prospettive su sci e impianti a fune, mentre il cambiamento climatico ne mette in discussione la sostenibilità. Occorre investire nel turismo quattro stagioni, nell’agricoltura e nei servizi di montagna", ha dichiarato. "Per i giovani servono diritto allo studio, collegamenti universitari, casa e lavoro: sono investimenti sul futuro della comunità. La collaborazione deve comunque partire dal rispetto della legge".
Dai gruppi di maggioranza è arrivata la difesa della continuità politica e programmatica. Il capogruppo di Forza Italia Pierluigi Marquis ha rivendicato il lavoro dell’ultimo anno: "Abbiamo contribuito con lealtà a Defr, bilancio, assestamenti e misure sull’energia. Consideriamo positivo il superamento della fase di governo con la sinistra e riteniamo il programma solido e attuale". Sul possibile contenzioso elettorale ha precisato: "L’alleanza politica non cancella l’autonomia delle istituzioni: la Regione ha il diritto di ricorrere se lo ritiene necessario. Guardiamo con fiducia al nuovo esecutivo e auspichiamo un rafforzamento delle componenti del centrodestra fondato sulla responsabilità comune".
Marco Viérin, a nome del Centro Autonomista, ha ringraziato Testolin e Bertschy, indicando nella continuità una necessità amministrativa: "Ricostituire il governo in pochi giorni permette di completare le iniziative avviate. Condividiamo questa maggioranza e una politica che metta al centro gli interessi della Valle senza dover scegliere necessariamente tra destra e sinistra", ha spiegato. "Le priorità sono costo della vita in montagna, famiglie, natalità, agricoltura e finanza locale. Sui rifiuti serve un’alternativa alla discarica di Brissogne che contenga le tariffe. La continuità del programma rispetta l’impegno con gli elettori; il cambiamento dovrà emergere dal metodo e dai risultati".
L’unionista Michel Martinet ha motivato la scelta di Marguerettaz con l’esigenza di stabilità: "La crisi andava risolta rapidamente perché la Valle ha bisogno di un governo pienamente operativo. Il bilancio è prioritario: garantisce servizi, investimenti e sostegno a famiglie, imprese ed enti locali", ha affermato. "L’esperienza e la conoscenza delle istituzioni di Marguerettaz sono risorse per affrontare sanità, trasporti, scuola, casa, sviluppo ed energia con una squadra coesa".
Il neo capogruppo dell’Uv, Luigi Bertschy ha infine ribadito il mandato politico della coalizione: "La priorità era ricomporre il governo e rimettere in moto l’amministrazione. L’Uv ha individuato al proprio interno le competenze necessarie, con una scelta condivisa", ha dichiarato. "Un anno fa i cittadini hanno votato un programma preciso: ripartiamo da quello, con un confronto aperto sui progetti e sulle idee, evitando personalismi. Il nostro compito è proseguire il lavoro e dare risposte concrete ai valdostani".


pa.ga.



