Sono soprattutto le piccole attività individuali e i cantieri a spingere la crescita delle imprese valdostane, che per il secondo trimestre consecutivo porta la nostra regione al primo posto in Italia. Tra luglio e settembre 2026 si contano 141 nuove iscrizioni e 75 cessazioni, con un saldo positivo di 66 imprese e un tasso di crescita dello 0,55%, superiore sia alla media nazionale dello 0,32% sia allo 0,33% del Nord Ovest.
Il quadro emerge dai dati Movimprese di Unioncamere e InfoCamere, elaborati dalla Chambre Valdôtaine e segna un netto cambiamento rispetto allo stesso periodo del 2025, quando la Valle d’Aosta era ultima tra le venti regioni italiane, con un saldo di appena sette imprese. Nel confronto annuale le aperture sono aumentate del 38% e le chiusure sono diminuite del 21%, mentre il bilancio dei primi nove mesi del 2026 raggiunge le 156 imprese in più, tre volte quello registrato nello stesso periodo dello scorso anno.
Nella graduatoria regionale la Valle precede il Lazio, che cresce dello 0,51%, e la Campania, allo 0,46%; nel confronto tra province Aosta occupa invece la terza posizione, dopo Benevento e Roma; al 30 settembre le imprese registrate sul territorio valdostano sono complessivamente 12.089, contro le 11.975 di un anno prima.
Il contributo più consistente arriva dalle costruzioni, che con 2.329 imprese rappresentano il settore più numeroso della regione; nel trimestre si registrano 32 aperture e otto chiusure, per un saldo di 24 attività che vale oltre un terzo dell’intera crescita valdostana; un anno prima le nuove iscrizioni erano state 19 e le cessazioni 15. L’edilizia sostiene anche l’andamento dell’artigianato, comparto nel quale opera circa la metà delle imprese artigiane valdostane; il saldo trimestrale è positivo per 28 unità, con un tasso di crescita dello 0,79%, a fronte dello 0,11% nazionale, che colloca anche in questo caso la Valle d’Aosta al primo posto in Italia. Delle 28 unità aggiuntive, 19 appartengono alle costruzioni; le imprese artigiane della regione sono complessivamente 3.563, 45 in più rispetto a un anno fa, mentre a livello nazionale il loro numero è diminuito dell’1,5%.
Segnali di crescita arrivano anche dal turismo: le attività di alloggio e ristorazione aumentano dell’1,4% rispetto a giugno, il doppio dello 0,7% nazionale. Il commercio avanza dello 0,6%, contro lo 0,1% italiano, e l’agricoltura dello 0,3%, con 14 aperture e dieci chiusure. Restano invece stabili la manifattura, le attività professionali e i trasporti, con questi ultimi due settori che nel resto del Paese registrano rispettivamente incrementi dell’1,1% e dello 0,6%.
A distinguere il tessuto imprenditoriale valdostano è soprattutto il peso delle ditte individuali; se in Italia quasi l’80% dell’aumento è riconducibile alle società di capitale, in Valle d’Aosta 54 delle 66 imprese in più nel trimestre, pari all’82% del saldo, sono attività individuali, con 105 aperture e 51 chiusure. Le nuove iscrizioni si concentrano nelle costruzioni, con 27 attività, seguite da agricoltura e commercio, entrambe con 13.
Per il presidente della Chambre Valdôtaine, Roberto Sapia (nella foto), il risultato premia gli imprenditori che hanno scelto di investire sul territorio, ma l’aspetto più significativo riguarda la composizione delle nuove attività: "Più della classifica conta chi sta aprendo: in gran parte piccole imprese individuali e artigiane, soprattutto nell’edilizia, cioè persone che scelgono di mettersi in proprio. È un segnale di fiducia che va sostenuto, perché sono proprio queste le imprese che nei primi anni di vita hanno più bisogno di essere accompagnate. Il nostro impegno è aiutarle a crescere e a durare, lavorando sulla gestione, sull’accesso al credito e sulle competenze, insieme alle associazioni di categoria e alla Regione".


pa.ga.



