L’allarme sulle condizioni di sicurezza e sulla gestione del carcere di Brissogne, lanciato ripetutamente in questi mesi dal sindacato di polizia penitenziaria Osapp, trova ora il pieno sostegno di altre cinque organizzazioni sindacali. Sappe, Sinappe, Uil, Cisl e Cnpp hanno proclamato lo stato di agitazione del personale e chiesto l’urgentissimo avvicendamento dei vertici dell’Istituto, con una nota congiunta che rafforza le denunce già portate all’attenzione dell’Amministrazione penitenziaria e dell’opinione pubblica.
A determinare la presa di posizione è l'episodio della violenta aggressione del 27 ottobre, quando una sovrintendente e due agenti sono stati colpiti con estrema violenza da due detenuti. Un episodio che, secondo l'Osapp e le cinque altre sigle, rappresenta l’esito prevedibile di criticità gestionali rimaste senza risposta e di un progressivo deterioramento delle condizioni di lavoro.
La lettera congiunta, datata oggi venerdì 30 ottobre e indirizzata ai vertici del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, al Provveditorato regionale e alla Direzione del carcere, descrive un reparto nel quale, a giudizio dei firmatari, nell’ultimo anno gli eventi critici sono aumentati in modo preoccupante, mentre il personale sarebbe stato lasciato senza indicazioni adeguate nella gestione dei detenuti. Gli agenti e gli assistenti con maggiore anzianità si sarebbero inoltre trovati a svolgere mansioni superiori, senza i corrispondenti riconoscimenti economici e di carriera.
Sono contestazioni che si aggiungono a quelle formulate più volte dall’Osapp, fino alla richiesta, ribadita dopo l’ultima aggressione, di un intervento del ministro della Giustizia e dell'urgente sostituzione dei vertici di comando; la nuova iniziativa amplia dunque il fronte della protesta e conferma quanto il disagio sia ormai esteso tra le rappresentanze del personale.
Uno dei passaggi più delicati della nota riguarda un detenuto coinvolto nell’aggressione, che secondo le organizzazioni sindacali si sarebbe già reso protagonista di episodi analoghi a Brissogne, senza che fossero seguiti un trasferimento o contromisure adeguate. I firmatari denunciano inoltre la concentrazione nell’istituto valdostano di detenuti particolarmente problematici provenienti dal distretto, alla quale non sarebbe corrisposto un rafforzamento delle misure di tutela degli operatori.
Le cinque sigle chiedono chiarimenti anche sulla reperibilità del direttore nell’immediatezza dell’aggressione; nella lettera riferiscono che i tentativi di contattarlo sarebbero rimasti senza esito, circostanza che gli stessi sindacati indicano come da confermare; contestano poi l’assenza di gesti di solidarietà da parte dei vertici nei confronti del personale coinvolto.
Sul clima interno pesano anche segnalazioni relative ad alcune conferenze di servizio, durante le quali agli agenti sarebbe stata prospettata l'eventualità di lasciare il servizio. Circostanze da verificare e distinte dal contenuto della nota congiunta, ma che, se confermate, restituirebbero la percezione di una scarsa attenzione alla permanenza del personale e alle conseguenze organizzative di eventuali uscite e congedamenti, in un contesto già segnato da forti tensioni.
Per i sindacati di categoria, unanimemente, le interlocuzioni mantenute finora non hanno prodotto risposte sufficienti da parte degli uffici regionali e dipartimentali. Da qui la proclamazione dello stato di agitazione e la richiesta di un cambio ai vertici; in assenza di risposte adeguate, le organizzazioni annunciano una manifestazione davanti agli uffici della Prefettura.


pa.ga.



