Politica | 27 ottobre 2026, 20:10

Testolin decaduto, un altra Giunta per ora non c'è e domani si ferma il Consiglio Valle

Testolin decaduto, un altra Giunta per ora non c'è e domani si ferma il Consiglio Valle

La comunicazione ufficiale della decadenza della Giunta, la presa d’atto dell’Assemblea e la sospensione della seduta. Si aprirà e si chiuderà così domani, mercoledì 28 ottobre, il Consiglio Valle e non potrebbe andare diversamente alla luce della sentenza con cui la Corte d’Appello di Torino ha confermato l’ineleggibilità di Renzo Testolin alla Presidenza del Gouvernement.

A dare comunicazione della decisione dei giudici sarà il presidente dell’Assemblea, Stefano Aggravi. Da quel momento il confronto politico dovrà misurarsi con la necessità di individuare entro 60 giorni da domani un nuovo Presidente e una nuova Giunta, mentre dall'opposizione il gruppo del Partito Democratico già avverte: "non basterà cambiare il nome alla guida della Regione, serviranno un programma, una maggioranza e una discontinuità politica".

E' innegabile che - vuoi per scaramanzia, vuoi per una tattica politica ancora non ben chiara - nell’Union Valdôtaine la ricerca di un successore per Testolin sia iniziata in ritardo. Una scelta destinata a intrecciarsi con la tenuta dell’attuale maggioranza e con il confronto tra le forze politiche, chiamate a trovare una soluzione entro i sessanta giorni previsti dalla legge regionale.

Nel frattempo, la Giunta rimane in carica per l’ordinaria amministrazione e per gli atti indifferibili e urgenti, mentre le funzioni di presidente sono assunte dal vicepresidente Luigi Bertschy (che si trova nella stessa incompatibilità di Testolin rispetto alla propria carica assessorile). Se entro il termine previsto il Consiglio non riuscisse a formare una maggioranza e a eleggere il nuovo esecutivo, si aprirebbe la strada allo scioglimento anticipato dell’Assemblea e a nuove elezioni anticipate.

A intervenire per primo sulla crisi istituzionale è stato, nella prima serata di oggi, il Partito Democratico della Valle d’Aosta, che in una nota sottolinea come la sentenza debba essere rispettata. Le motivazioni, precisa il partito forza di minoranza regionale, saranno esaminate prima di esprimere una valutazione sul piano giuridico; su quello politico, invece, il giudizio è già netto.

Il Pd VdA ricorda che nel novembre 2025, al momento dell’elezione di Testolin, gli uffici del Consiglio regionale avevano espresso un parere negativo sulla possibilità di un ulteriore incarico in Giunta. Nonostante ciò la maggioranza aveva scelto di procedere, lasciando alla magistratura una questione che avrebbe dovuto essere affrontata dall’Assemblea; una criticità che, sottolineano i democratici, i loro consiglieri avevano già segnalato in aula.

Per il Pd, la Valle d’Aosta paga ora il prezzo di quella scelta, dopo quasi un anno di incertezza istituzionale e in una fase particolarmente delicata per l’imminente approvazione del bilancio, per gli enti locali e per la sanità. Quanto alla formazione del nuovo governo regionale, i democratici si dicono pronti ad affrontare il confronto senza pregiudizi e ad ascoltare eventuali proposte, qualora venissero avviate consultazioni. La disponibilità, però, è accompagnata da una condizione politica precisa: non interessano gli organigrammi e non sarà sufficiente sostituire Testolin con un altro presidente. Serviranno, afferma il Pd, un programma chiaro, una maggioranza all’altezza e una vera discontinuità rispetto a quello che il partito definisce un anno di immobilismo, mentre famiglie e imprese affrontano difficoltà rese ancora più acute dalla situazione internazionale.

Resta intanto aperta, per Testolin, la possibilità di ricorrere in Cassazione; un eventuale ricorso non sospenderebbe automaticamente l’esecuzione della sentenza d’appello.

pa.ga.