"Non facciamo sterile polemica e non chiediamo la luna; la nostra è una legittima richiesta di aiuto e chiunque può venire a verificare con mano, anzi con 'naso', che non stiamo esagerando". Alle Case Giacchetti del quartiere Cogne di Aosta, interessate dai cantieri di riqualificazione, i residenti tornano a segnalare accumuli di guano sui ponteggi e sui balconi, cattivi e pungenti odori che rendono l'aria irrespirabile e pressoché impossibilità ad aprire le finestre e i balconi. A circa tre settimane da un intervento di pulizia e sanificazione organizzato dall’Azienda regionale per l’edilizia residenziale-Arer, il comitato di quartiere 'Una Casa per Tutti' denuncia una situazione nuovamente peggiorata mentre l’ente, in una lettera del 14 ottobre, comunica di avere provveduto alle opere di sanificazione e al ripristino delle reti protettive.
“Se fai un sopralluogo in balcone da me scappi dalla puzza e dallo schifo che c’è nel telo copri ringhiera; lo posso buttare tranquillamente”, racconta un condomino, descrivendo condizioni che, secondo le segnalazioni raccolte, rendono di fatto inutilizzabili gli spazi esterni degli alloggi.
Il problema era già emerso durante il sopralluogo istituzionale dello scorso agosto, al quale avevano partecipato Arer, Regione e Comune di Aosta. In un aggiornamento del dossier relativo agli edifici di via Lexert 8/11, Luca Ferrari, presidente del comitato, richiama una nota del 9 settembre scorso del dottor Salvatore Bongiorno, della Struttura complessa di Igiene e Sanità pubblica della Usl, che aveva invitato l’Arer a rimuovere il guano e a installare reti antintrusione, dopo le criticità rilevate il 27 agosto.
Secondo Ferrari, l’intervento successivo da parte di Arer avrebbe riguardato soltanto la pulizia sotto i ponteggi, senza comprendere la sanificazione e la disinfezione di cornicioni, balconi e finestre degli alloggi. Il Comitato segnala inoltre un nuovo, consistente accumulo di deiezioni e sostiene che le reti verdi di protezione, aperte ai bordi o lacerate in alcuni punti, continuino a consentire l’accesso e lo stazionamento dei piccioni nelle aree del cantiere.
A preoccupare i residenti è anche la presenza, nei condomìni, di persone con problemi respiratori e difficoltà di mobilità, per le quali l’impossibilità di utilizzare normalmente balconi e finestre rappresenta un disagio ulteriore. Ferrari ha quindi chiesto un sopralluogo urgente dello Spresal, il Servizio di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro, per verificare le condizioni del cantiere, la chiusura delle protezioni e i possibili rischi per gli operai, sollecitando anche una sanificazione estesa alle superfici degli alloggi interessate dal guano.
L’Arer, nella nota del 14 ottobre in risposta a una comunicazione protocollata il 5 ottobre, riferisce di avere preso atto delle segnalazioni e di avere eseguito, per quanto di propria competenza, interventi di pulizia e sanificazione, il ripristino delle reti protettive e una verifica sull’eventuale presenza di volatili intrappolati. Una risposta che non ha soddisfatto il Comitato, che ieri lunedì 19 ottobre ha inviato una nuova contestazione formale, firmata dal presidente Ferrari e dal vicepresidente Carmelo Sciré, indirizzata all’Azienda e, per conoscenza, alle istituzioni regionali e comunali. Nel documento i rappresentanti dei residenti sostengono che le fotografie scattate sul posto mostrino il permanere degli accumuli di guano, delle reti danneggiate e della presenza di piccioni, contestando quindi l’efficacia degli interventi comunicati dall’ente.
La stessa lettera solleva inoltre obiezioni sulle modalità di risposta dell’Arer e sull’assenza, secondo il Comitato, di una sottoscrizione e dell’indicazione del responsabile del procedimento nelle comunicazioni ricevute. La richiesta resta quella di interventi risolutivi, accompagnati dalla verifica delle condizioni igieniche degli edifici e delle protezioni del cantiere.


pa.ga.



