Sei medici si sono iscritti al concorso per l’emergenza-urgenza, scaduto l'1 ottobre, destinato a rafforzare l’organico del Pronto soccorso dell’ospedale 'Parini' di Aosta. Un dato che l’Azienda Usl considera positivo, pur in attesa di verificare l’effettiva partecipazione alla selezione e in un quadro che continua a presentare carenze di personale.
“Nonostante la serialità dei concorsi e il ricorso a forme contrattuali atipiche, siamo ancora e sempre in sofferenza”, spiega il direttore sanitario, Mauro Occhi (foto sotto) che invita alla cautela sul numero delle candidature: “Il dato riferito ai sei partecipanti, benché positivo, è ovviamente da prendersi con le pinze in attesa della conferma della partecipazione”. L’aumento dei posti nelle scuole di specializzazione potrebbe contribuire a migliorare la disponibilità di professionisti, ma le ricadute sulla Valle d’Aosta restano da verificare. La distanza dalle grandi aree metropolitane, osserva Occhi, pesa sulla capacità di attrarre giovani medici.
L’Usl prevede ulteriori concorsi, in particolare per anestesisti-rianimatori, con l’obiettivo di completare gli organici della rete regionale dell’emergenza-urgenza. Il rafforzamento interessa il Pronto soccorso, la Rianimazione e il sistema territoriale del 118, nel quale una parte degli specialisti è impegnata anche nell’elisoccorso. La programmazione considera quindi insieme ospedale, territorio ed emergenza extraospedaliera, anche per anticipare le difficoltà legate al ricambio generazionale.
Su questo fronte, l’Azienda indica una stima di circa 115-120 medici e 180 infermieri che potrebbero raggiungere il pensionamento nel prossimo decennio, a fronte di organici attuali di 297 medici e 624 infermieri. Si tratta di una proiezione ottenuta applicando agli organici valdostani le percentuali nazionali, non di un conteggio puntuale delle uscite già previste.
“Per una regione così scarsamente abitata come la Valle d’Aosta, questi fenomeni hanno un impatto proporzionalmente ancora più rilevante”, sottolinea il direttore sanitario. Secondo i dati nazionali richiamati nel comunicato, gli ultracinquantacinquenni rappresentano il 39,5% dei medici e il 29,1% degli infermieri; il ricambio deve inoltre confrontarsi con domande di iscrizione ai corsi di laurea in Infermieristica ormai sostanzialmente allineate al numero dei posti disponibili.
In Valle d’Aosta, tra il 2019 e il 2023, il numero dei medici è diminuito del 6% e quello degli infermieri del 6,7%, in controtendenza rispetto all’incremento complessivo nazionale. Anche la medicina generale richiede una programmazione di medio e lungo periodo: tra il 2019 e il 2023 il territorio ha registrato una riduzione di 12 medici di base, mentre tra il 2020 e il 2025 sono state assegnate alla regione 54 borse per la loro formazione.
Accanto al reclutamento, l’Usl pone il tema delle condizioni di lavoro e della permanenza dei professionisti nella sanità pubblica. “Dobbiamo tentare di assicurare al meglio un clima di lavoro produttivo, pena l’abbandono della sanità pubblica da parte di operatori sociosanitari, infermieri e medici”, conclude Occhi, indicando negli organici sufficienti e nelle prospettive professionali gli ambiti sui quali la Direzione sta lavorando.


pa.ga.



