Un incontro pubblico sulla memoria storica, aperto alla cittadinanza e alle scuole; è la richiesta che l’Associazione nazionale partigiani d’Italia-Anpi della Valle d’Aosta rivolge alla Diocesi dopo la diffusione di un’immagine che accosta le bandiere Progress Pride alla svastica.
In una nota diffusa oggi l'Anpi stigmatizza l'iniziativa di Gilbert Turcotti, segretario personale del vescovo di Aosta, che ha pubblicato sul proprio stato WhatsApp alcune bandiere Progress Pride disposte a formare una svastica, accompagnate dalla didascalia “Questione di prospettiva...”.
L’associazione, che fa parte del Comitato Aosta Pride, condanna l’accostamento e lo considera "una doppia offesa, alla memoria della Resistenza antifascista e alla comunità LGBTQIA+". Il richiamo è al significato storico della svastica, simbolo del regime nazista sotto il quale milioni di persone furono deportate e sterminate.
Per l’Anpi, che da ottant’anni custodisce e trasmette la memoria della lotta contro il nazifascismo, quel simbolo "non può essere ridotto a una questione di prospettiva o di gusto estetico". L'Associazione richiama inoltre la Costituzione repubblicana e il dovere di impedire che gli orrori del passato si ripetano.
L’Anpi VdA esprime rammarico anche per la risposta della Diocesi; il vescovo Franco Lovignana ha definito il gesto una 'opinione personale' del proprio segretario, una precisazione che l’Anpi ritiene insufficiente di fronte alla gravità dell’accostamento, soprattutto perché attribuito a una persona che ricopre un ruolo di responsabilità accanto a una guida religiosa.
Da qui la richiesta di un’iniziativa pubblica sul valore della memoria storica, capace di coinvolgere cittadini e studenti e di trasformare l’episodio in un’occasione di confronto e consapevolezza. Per il Comitato valdostano, difendere la memoria della deportazione e dello sterminio da ogni uso improprio "è un dovere dell’intera comunità".


pa.ga.



