Cronaca | 26 settembre 2026, 21:30

La Cassazione conferma il no all’indennizzo a Sorbara per i 909 giorni di detenzione

La Cassazione conferma il no all’indennizzo a Sorbara per i 909 giorni di detenzione

L’assoluzione definitiva di Marco Sorbara (oggi consigliere regionale di FI) nel processo Geenna resta ferma. Per i 909 giorni trascorsi tra carcere e arresti domiciliari, però, il consigliere regionale non otterrà l’equa riparazione richiesta allo Stato; la Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso contro la decisione con cui la Corte d’Appello di Torino aveva negato l’indennizzo di 516 mila euro.

La vicenda riguarda l’arresto di Sorbara nel gennaio 2019, con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa nell’inchiesta sulle infiltrazioni della ’ndrangheta in Valle d’Aosta. Condannato a dieci anni dal Tribunale di Aosta nel 2020, fu assolto l’anno successivo in appello "perché il fatto non sussiste"; l'assoluzione divenne definitiva nel gennaio 2023.

Il procedimento per l’equa riparazione affronta una questione diversa da quella decisa nel processo penale; se la condotta dell’interessato abbia contribuito, con dolo o colpa grave, all’adozione della misura cautelare.

Secondo la Corte d’Appello di Torino, i rapporti di Sorbara con il ristoratore Antonio Raso e la sua consapevolezza dei legami di quest’ultimo con ambienti criminali costituivano elementi ostativi all’indennizzo. La Cassazione ha ritenuto infondato il ricorso, giudicando coerente il ragionamento dei magistrati torinesi sulla frequentazione tra i due. Il rigetto non modifica dunque il verdetto che ha assolto Sorbara dall’accusa di concorso esterno. Chiude, invece, il ricorso in Cassazione sulla richiesta di riparazione per la detenzione subita.

i.d.