Il caso della maxi truffa a Revolut ha un risvolto inquietante che riguarda direttamente la Valle d’Aosta. I cybercriminali che hanno compromesso una PEC della Prefettura di Reggio Calabria per ottenere i dati di centinaia di clienti della banca digitale hanno acquisito anche informazioni e dati riservati contenuti negli scambi istituzionali tra gli uffici reggini e Forze di polizia ed enti pubblici valdostani. Non si è trattato di un attacco diretto ai sistemi informatici della Valle d’Aosta; il materiale sarebbe stato esfiltrato attraverso il canale di comunicazione compromesso a Reggio Calabria.
Tra le comunicazioni interessate figurano, in particolare, scambi di corrispondenza con le Forze dell’ordine valdostane relativa a vicende e indagini sulla ’ndrangheta, comprese Geenna ed Egomnia, oltre ad altre attività investigative sulla criminalità organizzata e su vicende che hanno anche risvolti politici. La natura sensibile dei documenti e la quantità di materiale effettivamente acquisito sono al centro degli accertamenti delle Forze dell'ordine; anche la Questura di Aosta sta svolgendo indagini e adottando misure di contrasto, mantenendo un contatto costante con la Procura di Reggio Calabria.
La vicenda è iniziata con l’uso fraudolento di un indirizzo di posta elettronica certificata riconducibile al Dipartimento enti locali della Provincia di Reggio Calabria. Presentandosi come autorità italiane, gli autori dell’operazione hanno convinto Revolut a consegnare documenti e informazioni riservate su circa 680 clienti. La banca ha precisato che i suoi sistemi e i fondi dei correntisti non sono stati violati; gli hackers hanno poi chiesto un riscatto e minacciato la vendita dei dati; i cybercriminali sostengono che tra i clienti coinvolti vi siano almeno 15 italiani.
Un elenco degli indirizzi oggetto della corrispondenza circola sul canale Telegram del gruppo attaccante e indica, sul versante valdostano, diversi uffici della Questura di Aosta, ovvero l’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico-Upgsp, l’Ufficio immigrazione, l’Ufficio personale/Utlp, l’Ufficio di gabinetto, la Polizia amministrativa e sociale e la Centrale operativa telecomunicazioni/Nue 112. Compaiono inoltre indirizzi del Gruppo, della Compagnia e della Sala operativa dei Carabinieri di Aosta; del Comando territoriale, del Gruppo, del Nucleo operativo speciale e della Sala operativa della Guardia di finanza; della Casa circondariale di Brissogne e della Polizia penitenziaria; del Corpo forestale valdostano, della Polizia locale di Aosta, della Regione e dei Comuni di Aosta e di Saint-Christophe.
Gli accertamenti si concentrano sulla ricostruzione del percorso delle comunicazioni, individuare i file esposti e valutare la presenza di atti investigativi riservati tra quelli finiti nella disponibilità dei cybercriminali.


patrizio gabetti



