Più controlli sugli animali che accompagnano le persone impegnate a chiedere l’elemosina; era questa la richiesta contenuta nella mozione presentata in Consiglio comunale ad Aosta da Cristina Dattola, consigliera della Renaissance Valdôtaine. La maggioranza ha però respinto la proposta di Dattola, che chiedeva alla Polizia locale di verificare con maggiore frequenza le condizioni di salute degli animali e di leggere il microchip per accertarne la proprietà. Secondo la consigliera, controlli più stringenti servirebbero a individuare eventuali situazioni di sfruttamento, in particolare quando vengono impiegati cuccioli per attirare l’attenzione dei passanti.
Nel comunicato diffuso dopo il voto, la Renaissance contesta la risposta della vicesindaca, Valeria Fadda, alla quale attribuisce l’affermazione secondo cui chiedere l’elemosina in compagnia di un animale è consentito, purché al cane non siano imposti comportamenti contrari alla sua natura. Per il Movimento, lasciare un cucciolo immobile per molte ore è proprio una delle condizioni che dovrebbero essere verificate.
La presenza di un animale accanto a chi chiede l’elemosina non configura, di per sé, un reato. L’articolo 544-ter del Codice penale punisce però, tra le altre condotte, la sottoposizione di un animale a comportamenti o fatiche insopportabili per le sue caratteristiche etologiche: l’eventuale maltrattamento va dunque accertato nelle circostanze concrete. La Renaissance Valdôtaine annuncia che continuerà a sollevare il tema in Consiglio comunale, chiedendo controlli sulle condizioni degli animali utilizzati nell’accattonaggio.


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