Tuccari ha riconosciuto la correttezza contabile del testo, sul quale il Collegio dei revisori ha espresso parere favorevole e ha giudicato condivisibili alcune destinazioni delle risorse. Ha però invitato il Consiglio a valutare gli stanziamenti anche in base ai risultati che produrranno: "Il cittadino non si domanda semplicemente quanti milioni siano stati stanziati. Il cittadino si domanda se, grazie a quelle risorse, la sua vita sia realmente migliorata".
Da questo criterio, ha spiegato, nascono due degli ordini del giorno presentati da Fratelli d’Italia, entrambi respinti dall’Aula. Il primo riguardava la desertificazione commerciale nei piccoli Comuni. Il consigliere di centrodestra partecipa come rappresentante della minoranza alla cabina di regia regionale istituita sul tema e ha riconosciuto all’assessore Giulio Grosjacques il merito di aver coinvolto le opposizioni. La richiesta era che, una volta concluso il lavoro della cabina di regia, le proposte individuate non restassero soltanto indicazioni; avrebbero dovuto essere esaminate nella successiva programmazione regionale e, dove possibile, ricevere le risorse necessarie per essere attuate. "Un negozio che chiude in un piccolo Comune non è soltanto una serranda abbassata: è un servizio che scompare", ha osservato.
Il secondo ordine del giorno riguardava una possibile riduzione del bollo auto per chi sceglie la domiciliazione bancaria del pagamento, tema che FdI aveva già portato in Consiglio con un’interpellanza il 25 giugno. Tuccari ha chiarito che la proposta va ora riconsiderata alla luce delle successive novità nazionali sulle esenzioni; la Regione dovrebbe verificare quali margini normativi e finanziari restino per concedere un’agevolazione ai contribuenti che continueranno a essere soggetti alla tassa, senza sovrapporsi alle esenzioni previste dallo Stato.
Per Tuccari, le due proposte rispondono alla stessa domanda, ovvero se le nuove entrate possano tradursi in interventi riconoscibili per i cittadini. "Tra cinque anni, guardando indietro a questi 50 milioni, che cosa potremo indicare e dire: questo problema della Valle d’Aosta è più piccolo perché nel 2026 abbiamo avuto le risorse e abbiamo avuto il coraggio di investirci?".