Attualità | 24 settembre 2026, 11:55

Forno crematorio di Aosta, piena operatività prevista entro il primo semestre del 2027

Forno crematorio di Aosta, piena operatività prevista entro il primo semestre del 2027

Il forno crematorio di Aosta è tornato in funzione, ma non è ancora possibile stabilire quante cremazioni potrà effettuare a pieno regime. Servono ulteriori verifiche sulle emissioni in atmosfera e, secondo le previsioni della società che gestisce l’impianto, il percorso verso la piena operatività dovrebbe concludersi entro il primo semestre del 2027. Nel frattempo, i feretri con casse o rivestimenti in zinco continueranno a essere cremati fuori Valle.

Lo ha spiegato il sindaco del capoluogo, Raffaele Rocco, rispondendo oggi in Consiglio comunale a un’interrogazione di Giuseppe Manuel Cipollone (Fratelli d’Italia VdA), che chiedeva chiarimenti sul funzionamento del forno dopo la rimessa in esercizio, sulla sua capacità e sulla possibilità di trattare i feretri provenienti anche da estumulazioni.

La nuova Autorizzazione unica ambientale, approvata nel gennaio 2026, prevede limiti alle emissioni che, nell’attuale configurazione dell’impianto, non consentono la cremazione delle casse in zinco. Il Comune di Aosta affiderà il servizio a impianti fuori regione per conto degli altri Comuni valdostani, ciascuno dei quali sosterrà i costi relativi ai propri feretri. Gli accordi serviranno anche a programmare lo smaltimento di eventuali arretrati.

Sono già stati cremati in Piemonte dodici feretri rimasti in sospeso nei mesi precedenti: otto provenienti da Aosta e quattro da Valtournenche. L’ultima cremazione di questo gruppo è stata effettuata il 19 settembre.

Rocco ha riferito inoltre che l’incontro del 9 giugno al Celva ha riguardato soprattutto la ripartizione tra i Comuni dei costi indiretti causati dalle irregolarità di funzionamento e dalle interruzioni del servizio. La questione sarà regolata nella nuova convenzione per la gestione associata dei servizi cimiteriali.

Il forno è ora sottoposto ai controlli dell’Arpa e alle verifiche della società di gestione. I primi autocontrolli sulle emissioni, effettuati a luglio, hanno dato risultati conformi e sono stati trasmessi agli enti competenti all’inizio di settembre. Si attende la valutazione della Regione per passare alla fase di funzionamento a pieno regime, durante la quale i controlli proseguiranno. Solo al termine delle verifiche sarà possibile quantificare la capacità giornaliera, settimanale e annuale dell’impianto e valutare se sia sufficiente per le richieste di Aosta e degli altri Comuni valdostani.

pa.ga.