La vicenda nasce il 2 settembre, quando Filippo Guastini, 65 anni, residente ad Aymavilles, tenta di prenotare una visita di controllo cardiologico da effettuare tra maggio e giugno 2027. Secondo quanto riferisce, gli viene inizialmente negata la possibilità di eseguire il controllo ad Aosta, indicandogli come alternative i poliambulatori periferici.
"Il paradosso – scrive in una lettera indirizzata, oltreché alle testate locali e ai vertici sanitari, anche a sindaci e amministratori regionali – è che i cittadini residenti nei pressi dei poliambulatori periferici di Morgex, Donnas o Pont-Saint-Martin possono accedere alla prestazione vicino a casa, mentre i residenti di Aosta e dei Comuni limitrofi, pur vivendo nel bacino più popoloso della regione e vicino al principale presidio ospedaliero, vengono indirizzati verso sedi lontane".
Una situazione che, osserva Guastini, non comporta soltanto un disagio. Gli spostamenti possono significare decine di chilometri, tempo e costi aggiuntivi e diventare particolarmente problematici per anziani, persone senza automobile o cittadini con minori disponibilità economiche. Dopo la prima segnalazione formale inviata il 6 settembre all'Usl e alle istituzioni regionali, però, qualcosa cambia. Guastini viene contattato dal Cup e la visita cardiologica viene prenotata all'ambulatorio di via Guido Rey, ad Aosta, nei tempi da lui richiesti. Ed è proprio la soluzione del suo caso personale a spingerlo a sollevare una seconda questione.
"Se da un lato non posso che prendere atto dell'efficienza con cui il singolo caso è stato risolto – scrive – dall'altro non posso accettare di beneficiare di un trattamento preferenziale o di favore", perché la possibilità di ottenere una prestazione nella sede più vicina non dovrebbe dipendere dalla capacità del singolo di presentare reclami, inviare Pec o fare pressione sulle istituzioni.
Il punto della segnalazione, dunque, non è più ottenere una soluzione per Guastini, che l'ha già avuta, ma capire che cosa accada a chi, trovandosi nella medesima situazione, non presenti un reclamo. "La salute è un diritto fondamentale che deve essere garantito con equità, universalità e pari dignità a tutti gli utenti – sostiene – senza che vi siano cittadini di serie A e cittadini di serie B o corsie preferenziali legate anche alla visibilità delle proteste".
Da qui la richiesta rivolta all'Usl e alle istituzioni regionali, ovvero rivedere in maniera strutturale la gestione delle agende di prenotazione e dei tempi di attesa, facendo in modo che le soluzioni organizzative adottate dopo la sua segnalazione non rappresentino un'eccezione concessa al singolo, ma possano essere applicate a tutti gli utenti nelle medesime condizioni.
"La prossimità delle cure e l'accessibilità geografica – conclude Guastini – devono tornare ad essere un diritto universale e sistematico". E chiede di conoscere quali interventi di carattere generale si intendano adottare per assicurare parità di trattamento ai cittadini valdostani.


pa.ga.



