Centoventi giorni per scandagliare l’enorme archivio digitale sequestrato nell’inchiesta sul presunto sistema di riciclaggio, false fatturazioni e possibili episodi corruttivi legati al Casinò de la Vallée di Saint-Vincent. E soltanto dopo si potrà capire se la Procura di Aosta sarà nelle condizioni di avviarsi verso la chiusura dell’inchiesta principale oppure se quanto emergerà da telefoni, computer, chat, mail e intercettazioni imporrà nuovi approfondimenti investigativi e l'iscrizione di nuovi indagati.
Si è svolto oggi, martedì 8 settembre, in Camera di consiglio al Tribunale di Aosta, l’incidente probatorio sull’imponente patrimonio informatico acquisito nel corso dell’indagine che coinvolge complessivamente 33 persone. Davanti al gip Davide Paladino, al pubblico ministero e ai difensori delle parti è stato conferito l’incarico al perito Michele Vitiello, ingegnere informatico di Brescia, che avrà ora quattro mesi di tempo per effettuare l’analisi e depositarne gli esiti.
È dunque destinata ad allungarsi la strada verso l’avviso di conclusione delle indagini preliminari previsto dall’articolo 415 bis del codice di procedura penale. La Procura dovrà infatti attendere, come minimo, il deposito della relazione di Vitiello prima di poter valutare compiutamente il materiale acquisito e assumere le successive determinazioni sull’inchiesta-madre.
Se dall’incidente probatorio non emergeranno elementi nuovi che richiedano ulteriori accertamenti, la conclusione delle indagini potrà quindi arrivare soltanto dopo la consegna e l’esame della perizia. Diversamente, i tempi potrebbero dilatarsi ancora di diversi mesi. È proprio questo uno degli aspetti più rilevanti dell’accertamento iniziato oggi; il lavoro di Vitiello non consiste infatti nella semplice estrazione tecnica di dati già conosciuti dagli investigatori, ma nel filtraggio, secondo i criteri fissati dal giudice e nel contraddittorio con le difese, di un patrimonio digitale che supera un terabyte.
Si tratta delle copie forensi dei telefoni cellulari, dei computer e degli altri dispositivi sequestrati nel dicembre 2025 ai sei indagati interessati dagli accertamenti informatici. Al loro interno si trovano migliaia di conversazioni WhatsApp e Telegram, e-mail, documenti, fotografie, registrazioni audio e telefoniche, oltre al materiale proveniente dalle intercettazioni.
La ricerca dovrà essere condotta utilizzando il complesso sistema di parole chiave già individuato dal gip; nomi e soprannomi di persone coinvolte negli accertamenti, società, località, riferimenti al Casinò e alla movimentazione di denaro, fatture, fiches e mezzi di pagamento, ma anche termini che secondo gli inquirenti potrebbero rimandare a presunti corrieri di denaro, rapporti con soggetti interni alla Casa da gioco, utilità e regalie o alle stesse attività investigative.
L’analisi riguarda il periodo compreso tra l’inizio del 2023 e il momento in cui i dispositivi sono stati sequestrati. Il punto, adesso, è capire che cosa restituirà questo enorme setaccio informatico. Il materiale selezionato potrebbe consolidare gli elementi già raccolti dalla Procura, ma potrebbe anche fare emergere fatti finora sconosciuti, ulteriori rapporti tra i soggetti coinvolti o riferimenti a persone e vicende estranee all’attuale perimetro dell’indagine.
In quest’ultimo caso potrebbero aprirsi nuovi filoni investigativi da incardinare nell’inchiesta principale, con la necessità per gli inquirenti di effettuare ulteriori verifiche prima di arrivare alla conclusione delle indagini.
La data da segnare sul calendario si sposta dunque di almeno quattro mesi; solo con il deposito della relazione di Vitiello sarà possibile comprendere se il fascicolo sul Casinò potrà avvicinarsi al 415 bis oppure se il contenuto di chat, mail, documenti e intercettazioni finirà per aprire un nuovo capitolo dell’inchiesta.


pa.ga.



