Cronaca | 07 settembre 2026, 13:34

'Zingari in massa alle porte di Aosta!'; l’allarme corre sui social, ma era un pullman di turisti bulgari rimasto in panne

'Zingari in massa alle porte di Aosta!'; l’allarme corre sui social, ma era un pullman di turisti bulgari rimasto in panne

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Un pullman fermo nel cuore della notte, alcune persone costrette ad arrangiarsi come potevano in attesa del mattino e, nel giro di poche ore, su alcune pagine social della Plaine è nato quasi un caso di ordine pubblico. Con tanto di "zingari rom" arrivati ad Aosta, bivacchi, persone sdraiate lungo la strada e un presunto andirivieni di furgoni incaricati di trasportarle in città e nei paesi. E' accaduto nella notte tra giovedì e venerdì scorsi tra Saint-Christophe, Aosta e i comuni limitrofi; una vicenda nella quale, ancora una volta, la velocità delle supposizioni - e dei pregiudizi - sui social ha finito per precedere di parecchio la verifica dei fatti.

Tutto è partito dalla presenza, lungo una strada in territorio di Saint-Christophe, di un gruppo piuttosto numeroso di cittadini stranieri. Qualcuno li ha notati durante la notte e da lì sono iniziate le segnalazioni e, soprattutto, le interpretazioni. Su Facebook e Instagram è comparso l'allarme, perentorio, praticamente una sentenza: "Sono arrivati gli zingari". Il numero delle persone, nei racconti, è diventato incerto e crescente, da 20 a 200, mentre si è fatta strada anche la ricostruzione secondo la quale alcuni furgoni avrebbero fatto la spola per portare queste persone "in giro" magari per mendicare o per attività di natura più indefinita e quasi certamente illecita.

La realtà, però, era decisamente meno inquietante e a ricostruirla pubblicamente è stato anche il sindaco di Quart, Fabrizio Bertholin, intervenuto sotto uno dei post che avevano alimentato l'allarme: "200...2000...20000", ha ironizzato, parlando di "un tipico esempio di differenza tra percezione e realtà".

Il gruppo era infatti composto da cittadini bulgari in transito in Valle d'Aosta; il pullman sul quale viaggiavano era rimasto in panne nel cuore della notte e una ricerca su Google li aveva indirizzati verso un'officina per mezzi pesanti. Arrivati sul posto, l'avevano naturalmente trovata chiusa e, non avendo molte alternative, avevano trascorso la notte nelle vicinanze, sistemandosi alla meglio in attesa della riapertura. Una situazione certamente insolita per chi, passando nella zona a quell'ora, si è trovato davanti numerose persone ferme nei pressi di un mezzo pesante. Ma da lì alla narrazione di un improvviso arrivo di "zingari" alle porte di Aosta e alla conseguente presa di posizione tra la paura e l'aggressività preventiva il passo, sui social, è stato sorprendentemente breve.

Anche il presunto movimento di furgoni e l'allarme che avrebbe mobilitato le Forze dell'ordine assumono così tutt'altro significato rispetto alle ricostruzioni circolate nelle prime ore; un mezzo di officina ha certamente raggiunto il pullman in panne e dopo decine di telefonate apprensive carabinieri e polizia hanno raggiunto il luogo di sosta e chiarito la circostanza, ovvero non si trattava dell'insediamento di nomadi né di un'organizzazione impegnata a distribuire persone sul territorio bensì, semplicemente, di un pullman di cittadini bulgari che aveva avuto un guasto nel momento peggiore possibile: di notte, lontano da casa e davanti a un'officina chiusa.

Al mattino, risolta la situazione che li aveva costretti alla sosta, i viaggiatori hanno potuto ripartire. E della supposta "invasione" che per qualche ora aveva agitato i social non è rimasto nulla, se non un piccolo caso da manuale su quanto rapidamente una circostanza anomala condita da una serie di supposizioni trasformate in allerta possa trasformarsi, passando di post in post, in una storia completamente diversa da quella realmente accaduta.

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pa.ga.