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Si riapre su quasi quattro milioni di euro la partita davanti alla Corte dei conti sui contributi concessi dalla Regione nel 2018 agli allevatori valdostani attraverso l’Arev. La Procura contabile ha infatti impugnato la sentenza parziale con la quale i giudici avevano escluso dal presunto danno erariale poco più di un milione di euro, riducendo la somma ancora oggetto del giudizio a circa 2,9 milioni.
Il procedimento riguarda i finanziamenti destinati al settore zootecnico e alla valorizzazione della razza bovina valdostana, erogati attraverso provvedimenti adottati nel 2018 dalle Giunte regionali presiedute prima da Laurent Viérin e successivamente da Nicoletta Spelgatti.
La Procura della Corte dei conti aveva inizialmente quantificato il presunto danno erariale in 3 milioni 999 mila 787 euro. Al centro dell’inchiesta ci sono le modalità con cui vennero finanziati, attraverso l’Arev, premi e attività connesse alle manifestazioni e ai concorsi zootecnici.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, i contributi non avrebbero avuto le caratteristiche previste dalla normativa europea per poter essere legittimamente concessi. Gli accertamenti della Guardia di finanza avevano evidenziato, tra l’altro, come i premi non fossero destinati soltanto agli animali vincitori dei concorsi ma raggiungessero una parte molto ampia degli allevatori partecipanti. In alcuni casi, secondo le verifiche, i proprietari degli animali premiati finivano per coincidere con la quasi totalità degli allevatori associati all’Arev.
La Sezione giurisdizionale valdostana della Corte dei conti aveva però già ridimensionato una parte consistente della contestazione. Con una sentenza parziale dello scorso dicembre aveva stabilito che un milione e 66 mila euro degli aiuti erogati non potessero essere considerati danno erariale, lasciando quindi in discussione una somma di circa 2 milioni e 872 mila euro.
È proprio questa decisione che ora la Procura contabile ha impugnato davanti alle Sezioni centrali d’appello. Per l’accusa anche quella parte dei finanziamenti deve rientrare nel perimetro dell’ipotizzato danno, facendo così risalire la posta complessiva del procedimento a poco meno di quattro milioni.
Nel frattempo è arrivato anche un elemento destinato ad avere un peso nel processo. La Commissione europea, interpellata nell’ambito del giudizio, lo scorso aprile ha ritenuto che i finanziamenti concessi nel 2018 configurassero aiuti di Stato illegali, in quanto la misura non era stata preventivamente notificata a Bruxelles.
Secondo la tesi sostenuta dalla Procura contabile, neppure la parte dei contributi che le difese riconducono al regime “de minimis” consentirebbe di escludere l’illegittimità delle erogazioni. Le difese hanno invece sostenuto nel corso del procedimento una lettura differente della normativa applicabile e della natura dei finanziamenti, contestando anche la ricostruzione complessiva dell’accusa.
Nel giudizio sono coinvolti esponenti delle due Giunte regionali che adottarono i provvedimenti e dirigenti dell’Amministrazione regionale. Tra gli amministratori chiamati in causa figurano Laurent Viérin, Nicoletta Spelgatti, Renzo Testolin, Luigi Bertschy, Stefano Aggravi, Mauro Baccega, Emily Rini, Jean-Pierre Guichardaz, Aurelio Marguerettaz, Alessandro Nogara, Elso Gerandin, Claudio Restano e Paolo Sammaritani. Sul versante amministrativo sono coinvolti Cristoforo Cugnod, Fabrizio Savoye e Patrizia Mauro.
L’Arev non è invece parte del giudizio per responsabilità amministrativa. Dopo il pronunciamento della Commissione europea, l’associazione degli allevatori aveva contestato che gli aiuti avessero determinato una reale distorsione della concorrenza, richiamando le caratteristiche particolari e le difficoltà del comparto zootecnico valdostano.
La vicenda giudiziaria procederà ora su due binari. Da una parte ci sarà l’appello della Procura contro la sentenza parziale che ha cancellato oltre un milione di euro dal presunto danno; dall’altra continuerà ad Aosta il processo sulla quota restante.
La prossima udienza davanti alla Sezione giurisdizionale della Corte dei conti è fissata per il 23 settembre. Il nodo centrale resta quello che accompagna il procedimento fin dall’inizio: stabilire se e in quale misura i contributi concessi agli allevatori attraverso l’Arev fossero compatibili con le regole sugli aiuti pubblici e, soprattutto, se dalla loro erogazione sia derivato un danno erariale imputabile agli amministratori e ai dirigenti chiamati a risponderne.
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red.laprimalinea.it



