Da luogo simbolo del centro storico a struttura chiusa ormai da circa due anni. Il futuro del Castello di Pilato di Nus torna tra le questioni che l'Amministrazione comunale dovrà affrontare, con la necessità di individuare una nuova formula di gestione capace di restituire continuità di utilizzo a uno degli edifici più caratteristici e riconoscibili del paese.
Il problema non riguarda soltanto la mancata presenza di un'attività all'interno del castello; la particolare conformazione architettonica della casaforte, caratterizzata da grandi aperture verso l'esterno e da una struttura che mantiene in larga parte l'aspetto del rudere storico recuperato, rende infatti particolarmente evidente l'assenza di utilizzo e rischia, con il trascorrere del tempo, di restituire al centro del borgo l'immagine di un bene abbandonato.
Una prospettiva che il Comune intende evitare; del resto, già negli strumenti di programmazione dell'ente era stata indicata espressamente la necessità di procedere a un nuovo affidamento della gestione del Castello di Pilato, valutando successivamente anche un possibile percorso di project financing con l'obiettivo di valorizzare maggiormente la struttura e farne un elemento di richiamo per lo sviluppo turistico di Nus.
Il castello aveva conosciuto una nuova stagione a partire dal 2017, quando una parte degli spazi era stata destinata a un'attività commerciale e di somministrazione. Nell'agosto di quell'anno il monumento era diventato anche il dehors della Vineria Wine&Note, inserendo così l'attività del locale in una cornice storica particolarmente suggestiva. Ancora nel 2022 la presenza della vineria all'interno del Castello di Pilato veniva promossa come uno degli elementi distintivi dell'offerta del locale, con tavoli sistemati tra le antiche murature.
Nella società che aveva assunto la gestione della parte commerciale figurava inizialmente anche Edileco. La cooperativa aveva però successivamente ceduto le proprie quote agli altri soci e, al momento della chiusura definitiva dell'attività, non faceva quindi più parte della compagine societaria. Una precisazione necessaria anche alla luce delle vicende che hanno interessato più recentemente l'impresa e che sono del tutto distinte dalla cessazione dell'attività al Castello di Pilato.
Ora, a distanza di circa due anni dalla chiusura, il nodo torna nelle mani dell'Amministrazione comunale. La questione è capire quale destinazione e soprattutto quale modello gestionale possano garantire un utilizzo stabile del complesso, evitando soluzioni temporanee che rischierebbero di riportare nel giro di poco tempo alla situazione attuale.
Il valore dell'edificio, d'altra parte, va ben oltre la precedente esperienza commerciale; il Castello di Pilato è una casaforte medievale costruita dai Signori di Nus, databile tra il XII e il XIII secolo, situata lungo l'antica via Francigena nel pieno centro del paese. Dell'edificio originario rimangono tre grandi pareti perimetrali e le caratteristiche torrette pensili, mentre gli interventi di recupero hanno introdotto elementi contemporanei, tra cui strutture in acciaio e legno, consentendo l'accesso alla parte superiore.
Un patrimonio storico che, proprio per la sua collocazione e per la sua struttura completamente esposta alla vista di residenti e visitatori, difficilmente può permettersi una lunga fase di inutilizzo. Dopo due anni a porte chiuse, per il Comune di Nus il tempo delle valutazioni sulla futura gestione del Castello di Pilato sembra quindi destinato a diventare quello delle scelte.


pa.ga.



