La Valle d’Aosta perde uno dei suoi 'amici' più autorevoli e affezionati. È morto oggi, martedì 1 settembre, all’età di 83 anni Enzo Bianchi, fondatore della Comunità monastica di Bose sulla Serra tra Biella e Ivrea, biblista, saggista e protagonista per oltre vent’anni di numerosi appuntamenti culturali anche nella nostra regione. Bianchi è morto nella notte all’ospedale 'Molinette' di Torino.
Il suo rapporto con la Valle d’Aosta era profondo e consolidato, tanto che nel 2014 la Regione gli aveva conferito l’onorificenza di Ami de la Vallée d’Aoste, riconoscimento attribuito a personalità che hanno manifestato particolare vicinanza alla comunità valdostana e contribuito alla sua valorizzazione.
Nella motivazione dell’onorificenza, Bianchi veniva definito "grande estimatore della Valle d’Aosta"; la Regione ricordava in particolare il suo impegno nel coordinamento dei Colloqui del Forte, gli incontri organizzati al Forte di Bard con protagonisti della cultura, del giornalismo, dello spettacolo e dell’imprenditoria. Proprio il rapporto con Bard aveva rappresentato uno dei fili conduttori della sua presenza in Valle, un luogo che Bianchi aveva interpretato come spazio di incontro, dialogo e riflessione.
Per anni il fondatore di Bose è stato infatti una presenza familiare nella programmazione culturale del Forte, affrontando temi che andavano dalla spiritualità alle relazioni umane, dalla società contemporanea al silenzio, al dono e alla fraternità. Il suo ultimo appuntamento a Bard risale alla primavera del 2025, quando aveva presentato il libro 'Fraternità'.
"Ricordiamo con affetto Enzo Bianchi", è il messaggio diffuso oggi dal Forte di Bard, che ne sottolinea il ruolo di figura centrale del cattolicesimo contemporaneo e del dialogo ecumenico e ricorda come abbia saputo rivolgersi tanto ai credenti quanto ai non credenti. Gli anni di incontri culturali al Forte, sottolinea l'Associazione, hanno lasciato "un’impronta indelebile".
Ma Bard non era stato l’unico luogo valdostano frequentato da Bianchi. Negli anni aveva partecipato a numerose iniziative sul territorio. Nel 2021, ad esempio, era stato tra gli ospiti della rassegna 'Eptagono' di Gressan insieme al teologo e scrittore Paolo Curtaz, tornando nella stessa manifestazione anche l’anno successivo per una serata di riflessione accompagnata dalla musica della clarinettista Selene Framarin.
Nato il 3 marzo 1943 a Castel Boglione, nell’Astigiano, Bianchi si trasferì nel dicembre del 1965 in una cascina nella frazione di Bose, a Magnano, nel Biellese. Da quell’esperienza nacque la Comunità monastica di Bose, della quale fu priore fino al 2017. Monaco, biblista e prolifico autore di libri e saggi, fondò anche le Edizioni Qiqajon e nel corso della sua vita divenne una delle voci più conosciute del cattolicesimo italiano, facendo del dialogo ecumenico e del confronto con il mondo laico uno dei tratti distintivi della propria attività.
Nel 2020 una difficile vicenda interna alla Comunità di Bose aveva portato al suo allontanamento su disposizione del Vaticano. Negli anni successivi Bianchi aveva dato vita a una nuova esperienza monastica, la Casa della Madia, continuando, nonostante i problemi di salute, l'attività di incontro e riflessione. Con la sua scomparsa se ne va dunque non soltanto una delle figure più note della spiritualità italiana contemporanea, ma anche un protagonista di una lunga stagione culturale valdostana.


pa.ga.



