Cronaca | 28 agosto 2026, 17:52

Disordini nel carcere di Brissogne durante la visita dei Radicali; lanci di oggetti e un detenuto si autolesiona

Disordini nel carcere di Brissogne durante la visita dei Radicali; lanci di oggetti e un detenuto si autolesiona

Momenti di forte tensione questo pomeriggio, venerdì 28 agosto, all’interno della Casa circondariale di Brissogne, dove una visita di una delegazione di Radicali Italiani è stata interrotta per motivi di sicurezza dopo l’avvio di alcune proteste da parte dei detenuti.

A riferire per primo quanto accaduto è Filippo Blengino, segretario di Radicali Italiani, presente nell’istituto nell’ambito della campagna nazionale “Dove finisce lo Stato”, promossa per verificare le condizioni di detenzione nelle carceri italiane. La delegazione aveva fatto ingresso a Brissogne alle 15.

Secondo il racconto di Blengino, alcuni detenuti hanno dato vita ad azioni di protesta con lanci di oggetti e acqua, tanto che, per ragioni di sicurezza, alla delegazione non è stato consentito di proseguire la visita e di accedere alle sezioni.

Un altro episodio si sarebbe verificato mentre gli esponenti radicali erano a colloquio con la comandante della Polizia penitenziaria: un detenuto si è autolesionato utilizzando una lametta. Blengino ha espresso vicinanza agli agenti e a tutto il personale dell'istituto, tornando però a porre l'accento sulle condizioni nelle quali si vive e si lavora all'interno delle strutture penitenziarie.

"Il carcere sta diventando sempre di più un luogo che produce e alimenta violenza", sostiene il segretario dei Radicali, secondo il quale disagio, scarse opportunità di lavoro e reinserimento e problemi legati all'affollamento rappresentano un terreno sul quale possono maturare episodi di tensione. Per Blengino, dunque, la risposta non può limitarsi a un maggiore ricorso alla detenzione, ma deve passare anche attraverso interventi capaci di favorire sicurezza e reinserimento.

La situazione del carcere valdostano è da tempo al centro dell'attenzione. Una recente visita dell'associazione Antigone aveva evidenziato diverse criticità, in particolare sul fronte manutentivo, delle condizioni di alcuni spazi e delle limitate opportunità lavorative e trattamentali.

I dati più aggiornati pubblicati dal ministero della Giustizia, riferiti al 26 agosto, indicano 158 detenuti presenti, a fronte di 181 posti regolamentari, sei dei quali non disponibili. Sul versante del personale risultano invece 118 agenti di Polizia penitenziaria effettivamente in servizio rispetto ai 149 previsti in organico.

pa.ga.