Arrivano i primi segnali positivi sulla qualità dell’acqua potabile ad Aosta, ma è ancora troppo presto per considerare superata l’emergenza. L’ordinanza che impone la bollitura dell’acqua resta infatti pienamente in vigore e senza modifiche rispetto alle zone interessate. A fare il punto nel pomeriggio di oggi, venerdì 28 agosto, è il Comune di Aosta sulla base delle informazioni trasmesse alle 16 dal gestore del Servizio Idrico Integrato SEV.
Le analisi effettuate finora hanno innanzitutto escluso problemi di natura chimica; la criticità riscontrata sulla rete sarebbe esclusivamente microbiologica. I primi risultati di laboratorio sono inoltre favorevoli nei punti della rete per i quali sono già disponibili i referti, dove i campioni sono risultati conformi per quanto riguarda Escherichia coli e batteri coliformi.
Il quadro, tuttavia, non è ancora completo, mancano infatti gli esiti relativi agli enterococchi intestinali, attesi per domani. Soltanto dopo l'arrivo di questi risultati e il completamento dei controlli sarà possibile effettuare, insieme all'Azienda Usl, una valutazione complessiva della situazione. Fino ad allora l’acqua dovrà continuare a essere bollita prima di essere utilizzata per bere, preparare alimenti e bevande e per gli altri impieghi alimentari previsti dall’ordinanza.
Nel frattempo Sev ha intensificato gli interventi di disinfezione della rete. Sono stati installati quattro cloratori nelle vasche di Arpuilles, Bornyon, Pont d’Avisod e Tramail. Quello di Bornyon è già in funzione dalla serata di ieri. È stata inoltre avviata la verifica e la messa a punto del debatterizzatore a raggi ultravioletti di Entrebin. Sono stati ripetuti anche numerosi campionamenti, sia in entrata e in uscita dalle vasche sia in diversi punti della rete di distribuzione. Le verifiche hanno un duplice obiettivo: accertare l’efficacia degli interventi messi in campo e, soprattutto, capire da dove abbia avuto origine la contaminazione microbiologica.
Ed è proprio questo il punto che rimane ancora da chiarire; l'origine delle non conformità non è stata finora individuata e, secondo quanto comunicato da Sev, le verifiche nei diversi punti della rete e il completamento delle analisi richiederanno tempi tecnici superiori a quattro giorni. Gli interventi di disinfezione continueranno quindi parallelamente alla ricerca della causa, dopo la cui individuazione dovranno essere definite anche le misure necessarie a evitare il ripetersi del problema. Resta invece possibile utilizzare l’acqua distribuita dalle cosiddette 'casette dell’acqua', perché sottoposta a uno specifico trattamento di debatterizzazione.
"I primi risultati sono favorevoli per E.coli e batteri coliformi, ma sono ancora parziali e devono essere completati con gli esiti relativi agli enterococchi", sottolinea il sindaco di Aosta, Raffaele Rocco, invitando a considerare quanto emerso come "un primo segnale positivo, senza abbassare il livello di attenzione".
Il primo cittadino ribadisce inoltre che l’ordinanza dovrà essere rispettata fino a quando il quadro delle analisi e le valutazioni sanitarie non consentiranno di revocarla, mentre a Sev spetterà proseguire gli approfondimenti per individuare la causa delle non conformità e definire gli interventi preventivi.
Un nuovo aggiornamento del Comune è previsto non appena saranno disponibili i risultati sugli enterococchi e gli ulteriori elementi forniti da Sev e dalla Usl.


pa.ga.



