Ambiente | 28 agosto 2026, 08:30

Siccità, in Valle resta l’allarme; invasi al 46% e sorgenti ancora in sofferenza

Le piogge degli ultimi giorni hanno migliorato la disponibilità d’acqua nel bacino del Po, ma nella nostra regione la situazione resta delicata, soprattutto in quota. Persistono criticità negli alpeggi e difficoltà per alcuni acquedotti, mentre negli invasi regionali sono presenti circa 45 milioni di metri cubi d’acqua

Siccità, in Valle resta l’allarme; invasi al 46% e sorgenti ancora in sofferenza

Le precipitazioni degli ultimi giorni hanno dato un po’ di respiro, ma non sono ancora sufficienti per archiviare l’emergenza idrica; e la Valle d’Aosta continua a essere tra i territori nei quali gli effetti della lunga fase di siccità restano ben visibili. È quanto emerge dall’ultima riunione dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici del Distretto del fiume Po, coordinato dall’Autorità di bacino distrettuale, che ha confermato una severità idrica classificata come 'alta'.

Per la Valle il quadro tracciato dall’Osservatorio segnala ancora criticità negli alpeggi e scarsità della risorsa idrica in quota. A preoccupare è soprattutto la sofferenza delle sorgenti, che sta creando difficoltà anche per alcuni acquedotti.

Gli invasi valdostani registrano attualmente un livello di riempimento del 46%, con complessivamente circa 45 milioni di metri cubi d’acqua invasati. Un dato che testimonia come, nonostante le piogge, il deficit accumulato durante l’estate non possa ancora considerarsi recuperato.

Le difficoltà non si fermano peraltro ai confini regionali. Anche la Dora Baltea viene indicata dall’Osservatorio come ancora "in difficoltà" nel quadro relativo al Piemonte, dove la situazione sta lentamente migliorando ma rimane fortemente dipendente dalle precipitazioni.

A livello dell'intero Distretto del Po, le intense piogge cadute nella terza decade di agosto hanno determinato un sensibile aumento delle portate dei corsi d’acqua e dei livelli dei grandi laghi, dopo settimane caratterizzate da valori particolarmente bassi. Il miglioramento, tuttavia, viene considerato ancora troppo recente per parlare di una vera inversione di tendenza.

Il problema riguarda anche la natura delle precipitazioni; i temporali estivi, spesso molto intensi e concentrati in brevi periodi, possono infatti riversare grandi quantità d’acqua su terreni estremamente asciutti. In queste condizioni una parte consistente delle precipitazioni scorre rapidamente in superficie, alimentando torrenti e fiumi e provocando anche piene improvvise, senza però essere assorbita dal terreno in misura sufficiente per ricostituire stabilmente le riserve. È quindi possibile assistere, come avvenuto nelle ultime settimane, a fenomeni apparentemente contraddittori; precipitazioni violente e persino danni alluvionali in alcune zone, mentre permane una condizione generale di siccità.

Il miglioramento delle portate del Po è comunque significativo. Alla stazione di Pontelagoscuro, nel Ferrarese, il 25 agosto sono stati misurati 787 metri cubi al secondo, ben al di sopra della soglia critica di 450 metri cubi al secondo collegata al rischio di ingressione dell'acqua salata nel Delta. Le piogge e il contemporaneo abbassamento delle temperature hanno inoltre ridotto la domanda di acqua per l'irrigazione, anche perché la stagione irrigua si avvia ormai alla conclusione.

Per i prossimi giorni le previsioni indicano ancora condizioni di instabilità, con possibili precipitazioni anche intense soprattutto nei settori nord-occidentali del bacino del Po. Per capire se il miglioramento sarà duraturo bisognerà però attendere le prossime settimane.

 

pa.ga.