Cronaca | 29 luglio 2026, 12:00

Inchiesta Casinò, udienza probatoria rinviata all'8 settembre per mancata notifica ad alcuni avvocati

In camera di consiglio, di fronte al gip, al pm e agli avvocati delle parti, si doveva svolgere questa mattina l'incidente probatorio su chat, mail e intercettazioni estratte da telefoni e pc; dall'analisi potrebbero anche emergere nuovi filoni investigativi

Inchiesta Casinò, udienza probatoria rinviata all'8 settembre per mancata notifica ad alcuni avvocati

Tutto rinviato al giorno che ricorda l'Armistizio del '43. Per la mancata notifica agli avvocati di alcuni indagati, questa mattina il gip del tribunale di Aosta Davide Paladino ha rinviato al prossimo 8 settembre l'udienza probatoria sull'imponente archivio informatico estratto dai dispositivi sequestrati nel corso dell'inchiesta sul presunto sistema di riciclaggio, false fatturazioni e possibili episodi corruttivi legati al Casinò de la Vallée di Saint-Vincent, il procedimento entra ora in una fase decisiva.

Oggi l'udienza è durata pochi minuti; in Camera di consiglio di fronte a Paladino  la pm Francesca Gandolfo, delegata dal collega Francesco Pizzato, titolare del fascicolo d'inchiesta, i difensori di una parte di indagati e il perito nominato dal giudice, Michele Vitiello, ingegnere informatico di Brescia (che sostituisce il precedente consulente degli inquirenti, Paolo Dal Checco, nella fase peritale). A Vitiello, l'incarico di effettuare il cosiddetto "filtraggio" dell'enorme patrimonio digitale sequestrato.

Il gip aveva concordato sulla necessità di anticipare questo accertamento alla fase delle indagini preliminari, osservando che la mole di dati da analizzare e il necessario contraddittorio con i consulenti delle difese rendono l'attività particolarmente complessa. Inoltre, una perizia svolta soltanto durante il dibattimento comporterebbe una sospensione del processo superiore a sessanta giorni.

Il materiale già depositato supera un terabyte di dati e comprende le copie forensi dei telefoni cellulari, dei computer e degli altri dispositivi sequestrati nel dicembre 2025 ai sei indagati. All'interno sono custoditi migliaia di messaggi WhatsApp e Telegram, e-mail, documenti informatici, fotografie, registrazioni audio e telefoniche, oltre alle intercettazioni raccolte nel corso dell'indagine che coinvolge complessivamente 33 persone.

Le parole chiave che guideranno le ricerche

L'ordinanza del Gip entra anche nel merito delle modalità con cui verrà effettuata l'analisi dei dispositivi, indicando un articolato sistema di parole chiave attraverso il quale il perito dovrà selezionare esclusivamente il materiale pertinente all'inchiesta.

Le ricerche interesseranno documenti, messaggi scritti e vocali, e-mail e qualsiasi forma di corrispondenza, utilizzando come filtri innanzitutto i nomi, i cognomi, i soprannomi e le abbreviazioni dei nomi degli indagati e di altre persone a vario titolo interessate dagli accertamenti, oltre alle società ritenute coinvolte nelle false fatturazioni, come Rigenera, Metalfer e Italfibre.

L'analisi sarà poi estesa ai riferimenti geografici ritenuti significativi, tra cui Saint-Vincent, Aosta, Issogne, Verrès, Pont-Saint-Martin, Rivoli e Tronzano, nonché ai richiami diretti o indiretti al Casinò, con termini quali "Casinò", "Billia", "Casa da gioco", fino ai nomi dei giochi e delle aree della casa da gioco, come tavoli, tornei, gala e chemin de fer.

Particolare attenzione sarà dedicata al linguaggio utilizzato nelle conversazioni. Tra le parole chiave figurano infatti i riferimenti al denaro, compresi eventuali termini criptici come "casse" e "sacchi", ai mezzi di pagamento - assegni, bonifici, carte di credito e carte ricaricabili - alle fiches, alle fatture e ai termini che, secondo gli inquirenti, sarebbero stati utilizzati per indicare i corrieri del denaro, come "ragazzi", "mau mau" e "corrieri".

Le ricerche comprenderanno inoltre le espressioni riferite ai presunti contatti interni al Casinò, con parole come "dirigente", "direttore", "amministratore", oltre ad alcuni cognomi.

Tra i filtri indicati dal giudice figurano anche termini che potrebbero richiamare la presunta falsificazione delle fatture - "provvigione", "giocato", "cambiato", "guadagno", "nero" e "falso" - così come quelli riferiti a possibili utilità o regalie, quali "cena", "pranzo", "viaggio", "regalo", "aereo", "Madrid", "Calabria", "mare", "Rolex" e "orologio".

Infine, il perito dovrà ricercare anche eventuali riferimenti alle attività investigative e alle forze dell'ordine, attraverso parole quali "polizia", "Guardia di finanza", "finanza", "arresto", "sequestro" e tutte le forme del verbo sequestrare.

Le ricerche saranno limitate al periodo compreso tra l'inizio del 2023 e la data del sequestro dei dispositivi, così da restringere l'analisi ai fatti ritenuti rilevanti dalla Procura.

L'incidente probatorio del prossimo 8 settembre non rappresenterà quindi la conclusione degli accertamenti informatici, ma il momento in cui verranno definitivamente fissate le modalità di acquisizione delle prove digitali. Da questa attività di selezione potrebbero emergere ulteriori elementi investigativi e, qualora venissero individuati riferimenti a fatti nuovi o a soggetti non ancora iscritti nel registro degli indagati, non è escluso che la Procura possa valutare nuovi filoni d'indagine.

pa.ga.