Se nel comunicato diffuso dal Casinò viene posto l'accento sulla 'restituzione' della gestione al Cda, è vero anche che il decreto del Tribunale dedica diverse pagine a definire nel dettaglio le competenze che rimangono in capo agli amministratori giudiziari, precisando che gli organi sociali potranno sì proseguire nell'attività gestionale, ma dovranno operare sotto un regime di indirizzo, verifica, controllo permanente, raccomandazione, approvazione e addirittura rilascio del nulla osta per tutte le attività considerate rilevanti ai fini della procedura di riqualificazione delle norme antiriciclaggio. In caso di diniego del nulla osta, sarà il Tribunale stesso a decidere.
L'ambito di intervento non riguarda tutta l'attività della società, ma comprende proprio il cuore dell'inchiesta: i giochi tradizionali e quelli elettronici, la gestione del contante e degli strumenti di pagamento, l'identificazione della clientela, i presìdi antiriciclaggio, i controlli interni, i rapporti con i porteurs, la clientela Vip e persino i servizi di ospitalità direttamente collegati ai giocatori di fascia alta.
All'interno di questo perimetro il Tribunale attribuisce a Berardi e Corradino poteri molto penetranti. Dovranno indirizzare, affiancare e controllare il Consiglio di amministrazione nella revisione dei contratti con i porteurs, verificare l'introduzione di nuovi obblighi informativi finalizzati alla prevenzione del riciclaggio e controllare le modalità di pagamento adottate dalla Casa da gioco affinché vengano rispettate tutte le prescrizioni antiriciclaggio.
Il decreto assegna inoltre ai due professionisti il compito di affiancare il management nella mappatura dei rischi di reato, indirizzare la revisione dell'organizzazione aziendale, concordare tempi e modalità degli interventi e verificare periodicamente che le misure adottate vengano effettivamente attuate, riferendo al giudice delegato sul loro stato di avanzamento. Dovranno inoltre vigilare sull'adeguamento del Modello organizzativo 231, del Codice etico e dell'intero sistema dei controlli interni, affinché entro luglio 2027 il Casinò sia pienamente conforme alla nuova normativa europea in materia di prevenzione del riciclaggio.
Il passaggio probabilmente più significativo riguarda però il potere di approvazione preventiva. Numerose decisioni del management non potranno essere assunte senza il preventivo nulla osta degli amministratori giudiziari. L'elenco comprende gli investimenti nelle attrezzature di gioco, l'adozione o la modifica del Modello 231, la nomina e la revoca del responsabile antiriciclaggio e dell'Organismo di vigilanza, la scelta dei responsabili delle funzioni interessate, i contratti con i porteurs e con la clientela Vip convenzionata, le modifiche ai regolamenti di sala e alle procedure di cassa, i provvedimenti disciplinari collegati alle violazioni dei presìdi di controllo e perfino le operazioni straordinarie che incidano sull'assetto organizzativo dei settori coinvolti.
Il Tribunale ha infine disposto che amministratori giudiziari e Consiglio di amministrazione redigano congiuntamente un cronoprogramma delle attività ancora da realizzare, da trasmettere entro l'11 settembre, data della prossima udienza in tribunale a Torino, confermando così un modello nel quale la gestione ordinaria viene restituita agli organi societari ma le materie considerate più sensibili restano sottoposte a un controllo costante e a un sistema di autorizzazioni preventive da parte dell'amministrazione giudiziaria.