Non soltanto i funzionari Cristiano Sblendorio e Augusto Chasseur, né tantomeno i soli i porteurs Antonio Fiocca e Pietro Circosta, tutti e quattro già indagati nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Aosta con ipotesi di reato che comprendono, a vario titolo, corruzione e riciclaggio. Nelle informative depositate dalla Guardia di finanza emerge infatti un quadro investigativo più ampio, nel quale gli investigatori ritenevano che il sistema dei cambi di denaro contante ben oltre i 5.000 euro consentiti dalla legge interessasse anche altri dipendenti e funzionari della Casa da gioco valdostana che però, allo stato degli atti emessi nel dicembre 2025, non risultano indagati.
Va precisato che il cambio di denaro contante in fiches oltre la soglia prevista dalla normativa antiriciclaggio costituisce una violazione amministrativa e non un reato penale. Secondo la ricostruzione della Guardia di finanza, tuttavia, la ripetuta effettuazione di tali operazioni, unita alle modalità con cui venivano gestite, avrebbe reso di fatto inefficaci i presidi antiriciclaggio interni del Casinò, impedendo di conoscere la provenienza del denaro e di effettuare, quando necessario, le previste segnalazioni di operazioni sospette.
È uno degli aspetti più significativi contenuti,ad esempio, in una delle tante annotazionei di polizia giudiziaria trasmessa dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Aosta al sostituto procuratore Francesco Pizzato, in questo caso nel novembre 2024. Secondo gli investigatori, il sistema di movimentazione del contante proveniente dai giocatori non si sarebbe limitato ai porteurs, ma avrebbe interessato anche altri uffici e figure interne che, secondo le procedure aziendali, non avrebbero dovuto detenere denaro contante né maneggiare fiches.
L'informativa prende le mosse dal sequestro, avvenuto il 7 novembre 2024 nei pressi del casello di Saint-Vincent, di 267.195 euro trasportati da un collaboratore di Antonio Fiocca, episodio già rivelato da Laprimalinea e che, secondo la Guardia di finanza, provocò un'immediata reazione all'interno del Casino de la Vallée. Da quel momento le conversazioni intercettate restituiscono un clima di forte preoccupazione, alimentato dal timore che l'attività investigativa potesse compromettere quelli che gli stessi interlocutori definivano "i loro affari".
Tra i passaggi più delicati figura la conversazione, già pubblicata dalla nostra testata, nella quale il porteur Antonio Fiocca, parlando con una figura di profilo dirigenziale, invita a cercare un intervento politico affinché la pressione investigativa venga allentata.
Ma è soprattutto un altro passaggio dell'informativa a rappresentare, secondo gli investigatori, un salto di qualità nell'indagine. La Guardia di finanza scrive infatti che, dopo il sequestro del contante, una conversazione tra Augusto Chasseur Vaser, all'epoca a capo dell'Ufficio cambi e fidi e l'allora direttore di un altro settore cruciale del Casinò farebbe emergere "la piena consapevolezza" del direttore stesso nonché del suo vice circa l'esistenza delle attività di cambio contante ben oltre la soglia consentita svolte negli uffici in favore di clienti e porteurs. Sempre secondo la ricostruzione investigativa, il vice direttore avrebbe in più occasioni maneggiato decine di migliaia di euro in banconote e fiches, pur non essendo tale attività prevista dalle sue mansioni.
Nella stessa conversazione Chasseur comunica di avere nel proprio ufficio 655 mila euro in contanti. Il suddetto vice gli suggerisce di liberarsene rapidamente e di contattare il proprio direttore, il quale gli avrebbe intimato: "Bisogna farli fuori".
L'annotazione descrive inoltre alcuni episodi documentati dalle telecamere nascoste installate nell'ufficio cambi. Gli investigatori riferiscono che il vice avrebbe ricevuto in due occasioni da un indagato somme di 50 mila euro in contanti, uscendo dall'ufficio e rientrando poco dopo con il corrispettivo in fiches. Anche questi elementi vengono riportati nell'informativa come parte dell'ipotesi investigativa.
Secondo la Guardia di finanza, il problema non riguardava esclusivamente tali episodi. Le operazioni di cambio di contante oltre soglia sarebbero infatti avvenute ripetutamente anche alle casse e ai tavoli da gioco. Ciò che gli investigatori ritengono particolarmente rilevante è che, all'interno della Casa da gioco, non esistesse un sistema realmente efficace per ricostruire la provenienza del denaro contante utilizzato dai clienti. Una lacuna che, sempre secondo la ricostruzione investigativa, rendeva sostanzialmente inefficaci i presidi antiriciclaggio interni, non impedendo che denaro di provenienza illecita potesse essere immesso nel circuito della Casa da gioco senza che venissero attivate le previste segnalazioni di operazioni sospette.
Tra le intercettazioni ritenute più significative figura poi quella dell'11 novembre 2024 tra Cristiano Sblendorio, allora direttore Marketing e una collega, nella quale si discute apertamente del timore di un imminente intervento della Guardia di finanza.
"Quando arriva la Finanza qua secondo te?", chiede Sblendorio. "Perché dovrebbe arrivare?", replica con tono sarcastico la collega.
La conversazione prosegue con riferimenti al suindicato 'vice' che, secondo i due interlocutori, avrebbe svolto un ruolo di 'garante' nel sistema dei cambi fuori soglia. "Per tutto il tempo lui fa da garante ai cambi in cassa...", afferma la donna e Sblendorio replica: "Si occupa lui di portare... di fare... di trigare... è un sostenitore di queste robe (...) Ma il problema dei cambi fuori soglia... qua non ti protegge nessuno...". La collega domanda ancora: "Ma a lui lo protegge qualcuno?". E Sblendorio conclude: "Diciamo che si fida solo di certe persone... perché mantengono le stesse linee politiche".
Gli investigatori richiamano questo dialogo per sostenere la propria ipotesi secondo cui il sistema dei cambi in contanti oltre la cifra di 5.000 euro non fosse limitato ai principali indagati sui 33 che ad oggi risultano, ma coinvolgesse, a vari livelli, anche altri dipendenti della Casa da gioco. Per questa ragione la Guardia di finanza ritenne "indispensabile" estendere le intercettazioni telefoniche anche alle utenze in uso a quel direttore di settore, al suo vice e presumibilmente anche ad altre persone. Materiale finito nel 'terabyte' che compone l'archivio digitale (chat, email, intercettazioni e altri documenti) a disposizione della Procura e che sarò oggetto di incidente probatorio di fronte al gip fra due giorni, mercoledì 29 luglio.
Le conversazioni, infine, restituiscono l'immagine di un ambiente in crescente tensione dopo il sequestro del denaro del 7 novembre 2024; i dipendenti commentano l'intervento delle Fiamme gialle, si interrogano su chi fosse a conoscenza delle indagini e discutono di come la notizia si sia rapidamente diffusa all'interno del Casinò.


pa.ga.



