Attualità | 21 luglio 2026, 14:45

Rapporto INVALSI 2026, scuola valdostana tra le migliori d'Italia ma resta la sfida della dispersione scolastica

Rapporto INVALSI 2026, scuola valdostana tra le migliori d'Italia ma resta la sfida della dispersione scolastica

La scuola valdostana si conferma tra le realtà più solide del Paese sul piano delle competenze degli studenti, ma dovrà continuare a lavorare per ridurre il fenomeno dell'abbandono scolastico. È questo il quadro che emerge dal Rapporto nazionale INVALSI 2026, illustrato dall'assessorato regionale dell'Istruzione, Cultura e Politiche identitarie, che evidenzia risultati complessivamente positivi per la Valle d'Aosta, accompagnati però da alcuni aspetti sui quali l'Amministrazione intende concentrare i prossimi interventi.

L'indagine nazionale, che analizza gli apprendimenti degli studenti italiani attraverso prove di italiano, matematica, inglese e, per la prima volta, competenze digitali, fotografa una regione che continua a collocarsi stabilmente nella fascia alta delle classifiche nazionali in tutti gli ordini scolastici esaminati. A distinguersi in particolare sono gli studenti della scuola secondaria di primo grado, con gli alunni delle classi terze medie che ottengono risultati tra i migliori d'Italia nelle competenze di italiano e matematica, confermando una preparazione solida nelle discipline fondamentali.

Tra gli elementi di maggiore rilievo del Rapporto figurano anche le competenze digitali. La nuova rilevazione basata sul quadro europeo DigComp colloca infatti gli studenti valdostani ai livelli delle migliori regioni del Nord Italia, confermando l'efficacia dei percorsi di innovazione introdotti negli istituti scolastici. Positivi anche gli esiti nelle lingue straniere, dove le prove di comprensione scritta in inglese vedono gli allievi valdostani ai vertici della graduatoria nazionale.

Accanto ai risultati più incoraggianti emerge però un dato che richiede particolare attenzione: quello relativo alla dispersione scolastica esplicita, ossia l'abbandono precoce degli studi. A livello nazionale il fenomeno continua a diminuire, passando dall'8,2% del 2025 a una stima del 7,3% per il 2026, mentre la Valle d'Aosta registra ancora un valore del 10,4%. Pur rappresentando un miglioramento rispetto agli anni precedenti, il dato resta superiore alla media italiana e agli obiettivi fissati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, che individua come traguardo il 10,2%, con l'ambizione di avvicinarsi progressivamente all'attuale media nazionale.

Molto più confortante, invece, il quadro relativo alla cosiddetta dispersione implicita, cioè la situazione degli studenti che completano il percorso scolastico senza aver acquisito competenze adeguate. In questo ambito la Valle d'Aosta fa registrare un risultato di assoluta eccellenza: con un valore del 2,5%, la regione occupa il quarto posto a livello nazionale, ben al di sotto della media italiana del 6,3%.

Anche sul fronte delle eccellenze il sistema scolastico regionale conferma performance superiori alla media. Gli studenti che raggiungono i livelli più elevati di competenza rappresentano infatti il 17,6% del totale, contro una media nazionale del 13,1%, un dato perfettamente in linea con quello delle regioni settentrionali che tradizionalmente guidano le classifiche dell'istruzione.

Per l'assessorato questi indicatori rappresentano un'importante base di lavoro per le future politiche scolastiche, chiamate da un lato a sostenere gli studenti più fragili e a contrastare l'abbandono, dall'altro a valorizzare ulteriormente i talenti e le eccellenze già presenti nel sistema educativo valdostano.

"I dati INVALSI – commenta l'assessore regionale all'Istruzione, Erik Lavevaz (foto sopra) – confermano che la nostra scuola possiede basi solide, soprattutto nella secondaria di primo grado. Il dato sulla dispersione esplicita ci impone una riflessione pragmatica, perché non possiamo accontentarci: vogliamo tradurre questi indicatori in azioni concrete, rafforzando il sostegno agli studenti a rischio e potenziando ulteriormente le competenze chiave per garantire a tutti i nostri giovani un futuro competitivo e consapevole".

pa.ga.