Politica | 09 luglio 2026, 19:50

Union Valdôtaine, ultimatum di Marguerettaz su Cva ma niente resa dei conti con Testolin

Membri della Giunta regionale durante una pausa dei lavori del Consiglio Valle

Membri della Giunta regionale durante una pausa dei lavori del Consiglio Valle

Non è stato un ammutinamento. La riunione di martedì pomeriggio del gruppo consiliare dell'Union Valdôtaine con il presidente della Giunta, Renzo Testolin, 'svelata' da La Stampa, è stata certamente lunga, a tratti molto accesa e segnata da un confronto politico senza filtri, ma non si può certo parlare di una fronda compatta contro il capo dell'esecutivo. Al centro della tensione, oltre alla futura guida della Regione, c'è stata anche la questione Cva e, in particolare, l'audizione - svoltasi sempre martedì - dell'amministratore delegato, Giuseppe Argirò, davanti alla Giunta regionale.

Secondo quanto risulta, a chiedere la convocazione del confronto interno è stato il capogruppo unionista, Aurelio Marguerettaz, fortemente irritato da quanto avvenuto poche ore prima. Argirò aveva infatti chiesto personalmente di essere ascoltato dall'esecutivo regionale per ricostruire la propria versione dei fatti sulle vicende che negli ultimi mesi hanno interessato la società energetica. Una richiesta che il presidente Testolin ha accolto, consentendo all'amministratore delegato di intervenire da solo, senza la presenza degli altri componenti del Consiglio di amministrazione. Una scelta che, all'interno dell'Union Valdôtaine, è stata interpretata da alcuni come un segnale politico tutt'altro che neutro.

Lo sfogo di Marguerettaz

È stato proprio su questo punto che Marguerettaz avrebbe espresso tutta la propria contrarietà durante la riunione alla quale hanno partecipato i dodici consiglieri regionali dell'Union Valdotaine e il presidente del Mouvement, Joël Farcoz.

Il capogruppo avrebbe pronunciato parole molto pesanti, arrivando ad affermare che, qualora Giuseppe Argirò dovesse essere confermato alla guida di Cva, lui stesso potrebbe valutare la propria posizione in seno all'Uv. Un'espressione che, tra i presenti, è stata letta come un riferimento persino all'ipotesi di lasciare il Movimento e contribuire alla nascita di una nuova esperienza politica. Uno sfogo che fotografa il livello di tensione raggiunto all'interno del partito, ma che non si è tradotto in una presa di posizione unitaria contro il presidente della Regione.

Nessuna sfiducia, almeno per ora, al Presidente della Giunta

Diversamente da quanto trapelato da alcune indiscrezioni, il gruppo unionista non avrebbe deciso di aprire un fronte nei confronti di Testolin. La linea condivisa sarebbe stata quella di chiedere alla Giunta regionale di accelerare il percorso per la nomina del nuovo Consiglio di amministrazione di Cva; un passaggio ritenuto ormai non più rinviabile, nella convinzione che l'esecutivo disponga già di tutti gli elementi necessari per procedere e che la competenza sulla decisione spetti esclusivamente alla Giunta. In sostanza, il messaggio politico sarebbe stato quello di uscire rapidamente dalla fase di incertezza che da mesi accompagna la governance della principale società energetica valdostana.

Il caso dell'eleggibilità di Testolin

Anche sull'altro tema che alimenta il dibattito politico, quello relativo all'udienza davanti alla Corte d'Appello di Torino fissata per il prossimo 14 ottobre sull'eleggibilità di Renzo Testolin alla Presidenza della Giunta, il gruppo avrebbe scelto una linea diversa da quella dell'ultimatum. L'orientamento prevalente emerso durante la riunione sarebbe infatti quello di non assumere, almeno per ora, alcuna iniziativa politica sulla vicenda, attendendo l'esito della decisione dei giudici torinesi. Una scelta di prudenza che, di fatto, congela qualsiasi discussione interna sulla leadership del Movimento fino alla pronuncia della magistratura.

Resta comunque evidente come la gestione del dossier Cva continui a rappresentare il principale elemento di attrito all'interno dell'Union Valdôtaine. L'audizione di Giuseppe Argirò ha riacceso divisioni che covavano da tempo ma ha offerto l'occasione per un confronto franco tra il gruppo consiliare e il presidente della Giunta. Almeno allo stato attuale, dal faccia a faccia non sarebbe emersa volontà comune di mettere in discussione la guida politica di Testolin. Piuttosto, la richiesta condivisa è quella di chiudere rapidamente la partita delle nomine in Cva e di rinviare ogni altra valutazione politica, compresa quella sulla presidenza della Giunta e sulla gestione della Casa da gioco, all'esito delle decisioni che arriveranno dall'autorità giudiziaria il prossimo autunno.

pa.ga.