Politica | 29 giugno 2026, 06:54

Casinò, nuovo Cda dall'1 luglio; oggi la Giunta sceglie tra discontinuità e verifiche sulle compatibilità

Venerdì scorso Il Presidente della Giunta, Renzo Testolin, ha informato l'attuale Amministratore unico, Rodolfo Buat, che il suo nome non è tra i quattro indicati dalle forze di maggioranza ovvero gli avvocati Sara Bordet e Corinne Margueret e i professionisti Roberto Franzé e Corrado Ferriani.

Rodolfo Buat

Rodolfo Buat

È attesa per questa mattina alle 7,30 la riunione della Giunta regionale chiamata a definire la composizione del nuovo Consiglio di amministrazione del Casinò de la Vallée, che dovrebbe insediarsi giovedì 1 luglio, segnando il ritorno alla governance ordinaria dopo cinque anni di guida ad amministratore unico e mentre è in corso l'amministrazione giudiziaria ordinata dal Tribunale di Torino. 

La decisione arriva a pochi giorni dall'assemblea dei soci convocata per il 14 luglio, chiamata ad approvare il bilancio 2025 e a formalizzare le nuove nomine. Come anticipato due settimane fa da Laprimalinea.it (con due nomi di possibili candidati poi 'decaduti') e sabato da 'La Stampa' (con i nomi definitivi) i candidati in campo sono quattro per tre posti nel Cda, mentre è ormai acquisita la scelta politica di superare definitivamente la figura dell'au a favore di un organo collegiale. Ai nomi degli avvocati Sara Bordet (già sindaco di St-Vincent e attualmente membro della Sezione  regionale di controllo della Corte dei conti) e Corinne Margueret (foto sotto, brillante penalista aostana) si affiancano quelli di Roberto Franzé, tributarista e docente all'UniVdA e di Corrado Ferriani (foto in basso), commercialista e revisore legale nonchè consulente in procedimenti penali di carattere finanziario con 'focus' sul riciclaggio.

L'opzione Cda si inserisce nel solco della discontinuità indicata dalla stessa Amministrazione regionale; venerdì scorso il presidente della Giunta, Renzo Testolin ha formalmente comunicato all'attuale amministratore unico della Casino spa, Rodolfo Buat, che non farà parte del nuovo organo amministrativo, confermando la volontà di aprire una fase nuova nella gestione della Casa da gioco, da lui guidata nel difficile periodo di concordato e allontanata dal rischio di fallimento. 

Da alcuni giorni circolano negli ambienti politici approfondimenti giuridici riguardanti la disciplina delle incompatibilità e del cosiddetto pantouflage, ossia il divieto, previsto dall'articolo 53 del decreto legislativo 165 del 2001, che in determinate circostanze limita il passaggio di dirigenti pubblici verso enti o società destinatari dell'attività amministrativa da loro esercitata.

La normativa è stata oggetto negli anni di numerose interpretazioni e di diversi pareri dell'Anac, soprattutto con riferimento alle società interamente partecipate dagli enti pubblici e alle cosiddette società 'in house', rispetto alle quali la giurisprudenza non ha sempre espresso orientamenti perfettamente coincidenti.

Parallelamente, è stata richiamata anche la disciplina professionale; un recente parere del Consiglio Nazionale Forense ha ribadito come la professione di avvocato possa risultare incompatibile con alcune cariche di amministrazione nelle società commerciali, in particolare quando comportino effettivi poteri gestionali o di rappresentanza. Anche in questo caso, però, l'applicazione concreta dipende dalle specifiche deleghe attribuite e dalla configurazione dell'incarico.

Valutazioni che sarebbero condivise anche fra la maggioranza regionale, ma che hanno carattere preventivo e riguardano l'opportunità di verificare, prima della nomina, l'assenza di eventuali profili di incompatibilità o di conflitto di interessi, circostanza che peraltro dovrebbe essere già stata accertata dalla Giunta.

Una cautela che appare comunque coerente con la fase che attraversa la società; la presenza dell'amministrazione giudiziaria impone infatti non solo la nomina di un Consiglio di amministrazione vero e proprio, ma anche il consolidamento di assetti improntati alla massima trasparenza e alla piena conformità normativa. In questa prospettiva, il principio della discontinuità non riguarda il ricambio delle persone (la decisione di 'censurare' la candidatura di Buat deve avere necessariamente altro motivo), bensì la costruzione di un sistema di governo societario capace di offrire solide garanzie sotto il profilo della gestione, dei controlli interni e della compliance.

È su questo delicato equilibrio che la Giunta regionale è chiamata oggi ad assumere le proprie decisioni, consapevole che il nuovo Cda avrà il compito di accompagnare il Casinò durante la gestione commissariale /fino a giugno 2027) e poi nella fase successiva, in un momento nel quale ogni scelta sarà inevitabilmente osservata con particolare attenzione, sia sul piano politico sia sotto quello giuridico.

pa.ga.