Cronaca | 23 giugno 2026, 06:32

Parco giochi al Crest di Ayas, esposto alla Corte dei conti

Il comitato 'Ripartire dalle Cime Bianche' contesta oltre un milione e 100 mila euro di contributi pubblici concessi a Monterosa Spa per la realizzazione dell'area ludica, 'opera estranea alle finalità previste dalla legge regionale'

L'area di cantiere al Crest

L'area di cantiere al Crest

Il comitato 'Ripartire dalle Cime Bianche' ha presentato un esposto alla Procura regionale della Corte dei conti chiedendo di verificare la legittimità dei finanziamenti pubblici concessi a Monterosa Spa per la realizzazione del nuovo parco giochi in costruzione al Crest, nel comune di Ayas.

L'iniziativa, resa nota oggi dal comitato composto da residenti di Ayas e da ambientalisti, riguarda un investimento complessivo di oltre un milione e 100mila euro destinato alla realizzazione di un'area ludica per bambini all'arrivo della telecabina Champoluc-Crest, con strutture a tema agricolo tra cui grandi scivoli raffiguranti una forma di Fontina, una mucca e un bidone del latte.

Secondo Ripartire dalle Cime Bianche, l'opera sarebbe stata finanziata attraverso contributi regionali previsti dalla legge regionale 6 del 2018 sul sostegno ai complessi funiviari, ma non rientrerebbe tra le finalità individuate dalla norma.

L'associazione spiega in una nota di aver depositato l'esposto già lo scorso 11 marzo, chiedendo ai magistrati contabili di verificare la conformità dei contributi concessi a Monterosa Spa rispetto alle disposizioni legislative che disciplinano gli investimenti nel settore funiviario. Nel documento vengono richiamati tre provvedimenti regionali che avrebbero assegnato complessivamente 1.118.385 euro alla società: una deliberazione della Giunta regionale del novembre 2021 per 263 mila euro, un provvedimento dirigenziale del dicembre 2022 per oltre 59 mila euro e un ulteriore finanziamento da 796 mila euro autorizzato nel dicembre 2024.

Secondo i firmatari dell'esposto, la legge regionale consente contributi per interventi finalizzati al mantenimento e allo sviluppo dei complessi funiviari, comprese opere funzionalmente connesse agli impianti di risalita, sistemi di sicurezza, innevamento programmato e ammodernamento delle infrastrutture sciistiche.

L'area ludica in fase di realizzazione al Crest, sostengono invece ambientalisti e residenti, "non costituisce un impianto funiviario", non rappresenta un ammodernamento tecnologico degli impianti esistenti e non inciderebbe né sulla capacità di trasporto né sull'estensione delle aree sciabili. Per questo motivo l'associazione ritiene che possa sussistere un disallineamento tra le finalità previste dalla normativa e l'utilizzo effettivo delle risorse pubbliche, chiedendo alla Corte dei conti di verificare eventuali profili di irregolarità contabile e la possibile esistenza di un danno erariale.

Sul piano politico, Ripartire dalle Cime Bianche critica inoltre la scelta di investire oltre un milione di euro in una nuova attrazione turistica a pagamento, sostenendo che le stesse risorse potrebbero essere destinate al sostegno delle attività agro-pastorali e alla valorizzazione dei villaggi walser della zona, da Crest a Soussun, fino a Frantze e Cunéaz.

Nel comunicato l'associazione definisce l'opera un "monumento alla mucca da mungere", accusando la Regione di utilizzare risorse pubbliche per finanziare un intervento che giudica estraneo agli obiettivi originari della legge. Da qui la richiesta di un pronunciamento della magistratura contabile sulla correttezza dell'operazione.

pa.ga.