Quasi cento agenti della Polizia penitenziaria hanno preso parte a una vasta operazione straordinaria di controllo all'interno della Casa circondariale di Brissogne. Il bilancio dell'intervento è significativo: sono stati sequestrati numerosi oggetti proibiti, tra cui diverse armi bianche rudimentali, un coltello a serramanico e un telefono cellulare.
A rendere nota l'operazione è il Sindacato nazionale autonomo Polizia penitenziaria-Sinappe, che parla di un'attività pianificata nei minimi dettagli e condotta con il supporto di personale proveniente da tutti gli istituti penitenziari del Provveditorato regionale.
Secondo il sindacato, la task force ha visto impegnati quasi cento appartenenti al Corpo che hanno operato con un intervento simultaneo all'interno della struttura detentiva valdostana. "La task force ha cinto d'assedio la struttura, operando con sincronia, rapidità e massima precisione tattica", si legge nella nota diffusa dal Sinappe. Nel corso delle perquisizioni, effettuate nelle sezioni detentive, gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato diverse armi bianche di fabbricazione artigianale, un coltello a serramanico e un telefono cellulare, oggetti la cui presenza all'interno di un istituto penitenziario rappresenta un serio rischio per la sicurezza sia del personale sia dei detenuti.
L'operazione si inserisce in un contesto particolarmente delicato per il carcere di Brissogne, dove negli ultimi mesi si sono susseguiti numerosi episodi critici. Dall'inizio dell'anno i sindacati della Polizia penitenziaria Osapp e Sinappe hanno denunciato aggressioni ai danni degli agenti, incendi appiccati nelle celle, episodi di autolesionismo e un clima di forte tensione all'interno dell'istituto. Solo nelle scorse settimane cinque agenti erano finiti al Pronto soccorso dopo essere stati aggrediti da un detenuto, mentre a giugno due poliziotti erano rimasti intossicati durante il salvataggio di un recluso che aveva incendiato la propria cella.
Secondo quanto riportato anche da Gazzetta Matin, il blitz rappresenta una delle più imponenti operazioni di controllo mai effettuate nel carcere valdostano negli ultimi anni e testimonia la volontà dell'Amministrazione penitenziaria di contrastare con decisione l'introduzione e la detenzione di oggetti pericolosi all'interno dell'istituto.
Il Sinappe ha infine espresso apprezzamento per la professionalità dimostrata dagli operatori impegnati nell'intervento, sottolineando come operazioni di questo tipo siano fondamentali per ripristinare condizioni di sicurezza all'interno degli istituti penitenziari e tutelare il lavoro quotidiano della Polizia penitenziaria.


pa.ga.



