Politica | 22 giugno 2026, 06:40

Legge elettorale; Manes, 'emendamento FdI copia-incolla che fa confusione'

Legge elettorale; Manes, 'emendamento FdI copia-incolla che fa confusione'

Il deputato Franco Manes esprime preoccupazione per l’approvazione, in Commissione Affari costituzionali della Camera dei deputati, dell’emendamento 1.13 alla riforma della legge elettorale proposto da FdI, che integra al voto nazionale quello degli elettori valdostani alle Politiche.

"La modifica viene presentata come un intervento necessario per riconoscere pienamente il peso del voto espresso in Valle d’Aosta anche nel computo nazionale dei voti validi. Il principio è condivisibile ma il problema è il modo in cui è stato tradotto nel testo", dichiara Manes. L’emendamento interviene su due aspetti. Da un lato chiarisce che, in Trentino-Alto Adige e in Valle d’Aosta, resta esclusa la possibilità di voto disgiunto tra lista e candidato, con conseguente nullità del voto in caso di indicazione non coerente. Dall’altro lato, proprio per includere la Valle d’Aosta nel calcolo nazionale delle cifre elettorali di liste e coalizioni, introduce un adeguamento delle modalità di presentazione dei contrassegni e degli eventuali collegamenti con le coalizioni.

"È qui che nasce il problema — prosegue il deputato valdostano —. Alla Valle d’Aosta viene applicato un meccanismo costruito su presupposti che non coincidono con la sua realtà elettorale. In Trentino-Alto Adige esistono liste con più candidati, alle quali possono collegarsi i candidati dei collegi uninominali. In Valle d’Aosta, invece, esiste un unico collegio uninominale regionale e non vengono presentate liste plurinominali". Prevedere la presentazione del contrassegno e l’eventuale collegamento del candidato con una coalizione nazionale apre quindi questioni concrete che, secondo Manes, il testo non risolve in modo soddisfacente. Come si raccordano i movimenti politici che operano esclusivamente in Valle d’Aosta con l’obbligo di collegamento a una lista, quando nel collegio valdostano una lista non può esistere? In che modo il voto espresso nella nostra regione può concorrere alle cifre elettorali nazionali senza alterare la natura della circoscrizione valdostana? E come si evita che una norma pensata per garantire pari dignità al voto finisca per generare incertezza applicativa?

"Il risultato è un testo confuso, che rischia di produrre un vero pasticcio normativo. Invece di costruire una disciplina realmente aderente alla specificità istituzionale ed elettorale della Valle d’Aosta, si tenta di inserire la nostra regione in un meccanismo nazionale pensato per sistemi elettorali diversi", osserva Manes.

La riforma non introduce l’elezione diretta del Presidente del Consiglio: gli elettori continuano a votare per eleggere deputati e senatori. La maggioranza sostiene inoltre che il premio, suddiviso in listini circoscrizionali, non costituisca una lunga lista bloccata nazionale, perché i seggi sarebbero assegnati nei singoli territori.

"Proprio per questo appare incomprensibile che i voti espressi in Valle d’Aosta possano concorrere all’elezione di candidati inseriti nei listini di altre circoscrizioni, i cui nomi non compaiono sulla scheda valdostana. Si arriverebbe così al paradosso di una Valle d’Aosta che, pur costituendo per Statuto una propria circoscrizione elettorale, contribuirebbe a eleggere deputati e senatori fuori dalla propria circoscrizione", aggiunge. Le interlocuzioni con le forze di governo proseguiranno: "Nei prossimi passaggi parlamentari continueremo a chiedere che il testo venga corretto, reso applicabile e realmente costruito sulla specificità istituzionale ed elettorale della Valle d’Aosta", conclude Manes.

red.laprimalinea.it