Una modifica che potrebbe cambiare profondamente il rapporto tra gli elettori valdostani e le elezioni politiche nazionali. Fratelli d'Italia ha infatti presentato un emendamento alla proposta di riforma della legge elettorale con l'obiettivo di fare in modo che i voti espressi in Valle d'Aosta concorrano al risultato nazionale, come avviene nel resto del Paese.
La questione non è soltanto tecnica. Finora la particolarità del sistema elettorale valdostano ha fatto sì che molti elettori, anche appartenenti ad aree politiche nazionali di destra o di sinistra, scegliessero di sostenere candidati autonomisti per garantire alla regione una rappresentanza diretta in Parlamento. Il voto espresso in Valle d'Aosta, infatti, serviva essenzialmente a eleggere il parlamentare del collegio uninominale valdostano senza incidere in modo significativo sugli equilibri politici nazionali.
Con la modifica proposta da Fratelli d'Italia, questo meccanismo verrebbe almeno in parte superato. I voti raccolti in Valle d'Aosta contribuirebbero infatti alla determinazione del risultato nazionale delle coalizioni e delle liste, mantenendo però il collegio uninominale valdostano e quindi la possibilità per la regione di eleggere un proprio rappresentante.
«Il voto dei valdostani deve contare come quello di tutti gli altri italiani», afferma Fratelli d'Italia nella nota diffusa per illustrare l'emendamento. Secondo il partito guidato da Giorgia Meloni, l'attuale sistema determina una disparità tra gli elettori valdostani e quelli delle altre regioni, poiché il voto espresso in Valle non contribuisce pienamente al risultato politico nazionale.
Il testo proposto distingue tra la tutela della rappresentanza territoriale e il peso del voto sul piano nazionale. Da una parte verrebbe preservato il collegio valdostano, dall'altra i voti espressi nella regione entrerebbero nel computo complessivo nazionale. Inoltre, sulla scheda elettorale comparirebbe anche per gli elettori valdostani il nome del candidato presidente del Consiglio sostenuto dalla coalizione o dalla lista votata.
Per Fratelli d'Italia si tratta di una misura di «chiarezza democratica» e di uguaglianza tra cittadini. "Non sarebbe accettabile che un cittadino di Pont-Saint-Martin e uno di Carema, separati da pochi chilometri, esprimessero un voto con effetti diversi sul piano nazionale", sostiene il partito.
La proposta è destinata ad aprire un confronto politico particolarmente delicato in Valle d'Aosta, dove da sempre le forze autonomiste hanno potuto contare anche sul sostegno di elettori che, pur identificandosi nei partiti nazionali, privilegiavano la difesa della rappresentanza valdostana a Roma. Se il voto valdostano dovesse concorrere anche alla formazione delle maggioranze nazionali, una parte di questi elettori potrebbe essere maggiormente incentivata a scegliere candidati e coalizioni coerenti con il proprio orientamento politico nazionale. Una prospettiva che potrebbe modificare equilibri consolidati da decenni e incidere sul tradizionale ruolo di mediazione svolto dai Movimenti autonomisti nelle elezioni parlamentari.


pa.ga.



