Con 29 voti favorevoli e cinque contrari il Consiglio Valle ha approvato la proposta di legge che modifica la normativa istitutiva dell'Osservatorio regionale permanente sulla legalità e sulla criminalità organizzata e di tipo mafioso.
Il provvedimento, presentato dai componenti dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale Stefano Aggravi, Loredana Petey, Massimo Lattanzi, Laurent Viérin e Corrado Bellora, aggiorna la legge regionale del 2022 introducendo una serie di modifiche che, nelle intenzioni della maggioranza, dovranno rendere più efficace l'attività dell'organismo.
Tra le principali novità figurano l'ingresso nell'Osservatorio degli assessori regionali competenti in materia di istruzione e politiche sociali, l'ampliamento della partecipazione alle associazioni ambientaliste, il rafforzamento dell'attenzione verso fenomeni quali lavoro irregolare, corruzione e riciclaggio e la possibilità di attivare consulenze specialistiche e collaborazioni con università ed enti di ricerca.
L'aspetto che ha però maggiormente caratterizzato il dibattito in aula riguarda la soppressione del Comitato tecnico permanente, previsto dall'attuale normativa, che sarà sostituito da consulenze specialistiche attivabili in base alle esigenze dell'Osservatorio.
Secondo la relatrice di maggioranza, Loredana Petey (Union Valdôtaine), la revisione nasce dall'esperienza maturata nei primi anni di applicazione della legge e punta a rafforzare la rappresentatività dell'organismo, renderne più operative le funzioni e migliorare il supporto tecnico-scientifico alle attività svolte.
"L'obiettivo - ha spiegato Petey - è superare una funzione meramente descrittiva per promuovere buone pratiche e comportamenti amministrativi e civici improntati alla legalità, alla trasparenza e alla responsabilità".
Di tutt'altro avviso le opposizioni. Il gruppo Partito Democratico-Forza Popolare, attraverso il consigliere Fulvio Centoz, ha contestato soprattutto l'eliminazione del Comitato tecnico, sostenendo che proprio grazie a tale organismo siano stati prodotti negli ultimi anni studi sulla presenza mafiosa in Valle d'Aosta, strumenti operativi per gli enti locali e iniziative formative rivolte ai giovani.
Critica anche Alleanza Verdi e Sinistra. La capogruppo Chiara Minelli ha parlato di un Osservatorio "più politico e meno tecnico", sostenendo che la prevenzione di fenomeni come corruzione, riciclaggio e infiltrazioni mafiose richieda competenze stabili e indipendenti dalla politica.
Sul fronte della maggioranza, il presidente del Consiglio Valle Stefano Aggravi ha invece difeso la scelta, spiegando che il nuovo modello si ispira alle esperienze adottate in altre regioni italiane e punta a costruire competenze permanenti all'interno della struttura consiliare, senza ricorrere a organismi esterni stabili.
Più netto ancora l'intervento del consigliere segretario Corrado Bellora (Lega Vallée d'Aoste), secondo cui il Comitato tecnico rappresentava uno strumento inefficace rispetto alla complessità del fenomeno mafioso e che risulta più utile ricorrere di volta in volta a professionalità specialistiche in base alle necessità.
La riforma prevede inoltre uno stanziamento annuo di 30 mila euro a partire dal 2026 destinato ad attività di formazione, sensibilizzazione e supporto tecnico-scientifico.


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