Trasversalmente, le forze di minoranza del Consiglio Valle hanno annunciato la presentazione di una risoluzione per la costituzione di una commissione speciale incaricata di analizzare la situazione del Casinò de la Vallée dopo il provvedimento di amministrazione giudiziaria disposto dal Tribunale di Torino.
Il tema ha dominato il dibattito in aula dopo le comunicazioni del presidente della Regione, Renzo Testolin, che ha letto una nota del collegio degli amministratori giudiziari nominato dal Tribunale di Torino nell'ambito della procedura n. 102 del 2025.
Nel documento gli amministratori precisano che la loro attività è rivolta alla verifica dei processi aziendali, dei presidi di controllo interno ed esterno e al monitoraggio degli assetti organizzativi e gestionali della società nell'ambito della normativa antiriciclaggio. La misura di prevenzione, si legge nella nota, è finalizzata a garantire la tutela della legalità e sarà esercitata sotto la costante vigilanza del Tribunale di Torino. Il collegio ha inoltre sottolineato di non svolgere funzioni di indirizzo politico e di confidare in una collaborazione istituzionale rispettosa dei reciproci ruoli.
Dure le critiche arrivate dai banchi dell'opposizione. Per Corrado Bellora (Lega Vallée d'Aoste) la vicenda rappresenta il punto di arrivo di una situazione che da mesi mostrava segnali allarmanti. Il consigliere ha ricordato il sequestro preventivo disposto nel dicembre scorso e ha definito inefficace la "task force" predisposta dall'azienda per affrontare le criticità emerse dalle indagini. Bellora ha inoltre contestato l'adeguatezza della governance e dei sistemi di controllo interni, sostenendo che l'amministrazione giudiziaria dimostrerebbe la loro insufficienza e auspicando che "la conclusione di questo percorso non coincida con la confisca dell'azienda".
Chiara Minelli (Alliance Verdi Sinistra) ha richiamato un'interrogazione presentata nel dicembre scorso nella quale venivano citate le valutazioni del giudice per le indagini preliminari sulla "assoluta inefficacia" dei sistemi di controllo della casa da gioco. Secondo Minelli, le rassicurazioni fornite allora dalla società e dalla Regione si sono rivelate insufficienti alla luce del provvedimento adottato dal Tribunale. La consigliera ha chiesto che il Consiglio regionale venga costantemente informato sugli sviluppi della procedura e sulle eventuali misure correttive che saranno richieste dagli amministratori giudiziari, esprimendo anche preoccupazione per le future scelte strategiche riguardanti la gestione del Casinò.
Fulvio Centoz (Pd-Fp) ha annunciato la volontà di depositare una risoluzione con misure precise per rafforzare la governance della società. Tra le proposte figurano il superamento dell'attuale amministratore unico entro sessanta giorni con il ritorno a un consiglio di amministrazione che preveda anche una rappresentanza delle minoranze consiliari e l'avvio, entro trenta giorni, di un audit esterno e indipendente sul modello organizzativo 231. "Un Casinò in amministrazione giudiziaria è un danno reputazionale che si misura ogni giorno", ha osservato Centoz.
Critico anche Marco Carrel (Autonomisti di Centro), che ha ricordato come già nella scorsa legislatura fossero stati espressi dubbi sul funzionamento della casa da gioco durante le riunioni di maggioranza. "Era stato avvisato che qualcosa non funzionava al Casinò e nulla è stato fatto", ha affermato, sottolineando la responsabilità politica della Regione in quanto socio unico della società.
Alberto Zucchi (Fratelli d'Italia) ha sostenuto che l'intervento dell'autorità giudiziaria dimostrerebbe come le misure adottate dopo le prime indagini non abbiano prodotto risultati concreti. Il consigliere ha chiesto chiarimenti sulle attività svolte dalla task force istituita nei mesi scorsi e ha espresso preoccupazione per alcune intercettazioni finite al centro dell'inchiesta. Nel suo intervento Zucchi ha inoltre citato espressamente LaPrimaLinea.it "per aver dato conto quasi quotidianamente delle risultanze investigative emerse dall'inchiesta sul Casinò" e ha infine rilanciato il tema della possibile privatizzazione della Casa da gioco, invitando ad approfondire gli studi già esistenti sull'argomento.
Al termine del confronto, le forze di opposizione (FdI, AdC, Lega VdA, Avs e PD) hanno formalizzato la richiesta di istituire una commissione speciale del Consiglio Valle che analizzi le cause della crisi, le responsabilità politiche e amministrative e le prospettive future del Casinò de la Vallée, con l'obiettivo dichiarato di garantire trasparenza e pieno coinvolgimento dell'assemblea regionale in una vicenda che continua ad avere pesanti ripercussioni sull'immagine della Valle d'Aosta.


pa.ga.



