La pietra, apparentemente un semplice elemento murario, rappresentava in realtà un importante riferimento storico. Come ricostruito dallo stesso Caniggia Nicolotti in un approfondimento pubblicato anni or sono, nel Medioevo esisteva ad Aosta una sorta di 'cittadella ecclesiastica', un quartiere dotato di diritto di asilo, delimitato tra l’attuale piazza Roncas, via De Sales, via Xavier de Maistre e via abbé Chanoux.
All’interno di quest’area si trovavano quattro oratori, detti 'immunités', posti in corrispondenza dei punti cardinali. Uno di essi è ancora oggi visibile all’incrocio tra piazza Roncas, via Forum e via Saint-Joconde. Il quartiere, abitato da canonici e legato alle attività della cattedrale, godeva di particolari privilegi e, già dal 1191, poteva essere circondato da mura, come previsto dalla Carta delle Franchigie.
Fulcro della zona era l’attuale via Saint-Joconde, un tempo nota come 'rue supérieure des Prêtres', mentre l’asse oggi intitolato a San Bernardo d’Aosta era detto 'inférieure' o 'dessous des Prêtres'. A nord si apriva la cosiddetta Poteine, una porta di accesso verso l’attuale via abbé Chanoux, di cui restano ancora tracce.
Proprio lungo via Saint-Joconde, secondo le ricerche dello storico, era collocata la pietra che segnava il limite orientale dell’immunità ecclesiastica: una targa quadrata con stemma, indicata nei documenti come 'Pierre indiquant fin de l’immunité ecclésiastique'. Ritrovata nel 2001, nascosta tra vegetazione e terra sul muro di fronte alla sede della Fondazione Istituto Musicale, la pietra originale venne successivamente rimossa e sostituita nel 2007 con una copia.
Oggi, anche quella copia è stata presa di mira, cancellando un ulteriore tassello della memoria storica cittadina. Un gesto che impone l’attenzione sulla tutela dei piccoli segni del passato, spesso poco visibili ma fondamentali per ricostruire l’identità urbana.