Attualità | 29 aprile 2026, 17:08

'Farmacie e cittadini, un legame che cresce'

Presentato l’ottavo Rapporto sulla Farmacia di Cittadinanzattiva; strutture sempre più presidio sanitario, servizi diffusi ma restano divari territoriali

'Farmacie e cittadini, un legame che cresce'

La farmacia di comunità cambia volto e si consolida come uno dei pilastri della sanità di prossimità. È quanto emerge dall’ottava edizione del Rapporto sulla farmacia, presentato da Cittadinanzattiva in collaborazione con Federfarma, sulla base di un’indagine che ha coinvolto quasi duemila farmacisti e oltre mille cittadini, più della metà dei quali affetti da patologie croniche.

Il documento – scaricabile dal sito dell’associazione – restituisce una fotografia chiara: la farmacia non è più soltanto il luogo della dispensazione dei medicinali, ma un vero presidio sanitario territoriale, capace di offrire servizi e risposte concrete ai bisogni di salute.

Servizi in crescita, dalla diagnostica alla telemedicina

Oggi circa tre farmacie su quattro dispongono di spazi dedicati all’erogazione di servizi. Solo una quota residuale – circa una su dieci – non offre ancora prestazioni aggiuntive, una situazione che riguarda soprattutto le aree rurali, dove pesano limiti logistici e organizzativi.

Tra i servizi più diffusi spiccano i test diagnostici rapidi, come glicemia e colesterolo, disponibili in quasi otto farmacie su dieci. Cresce anche il ruolo nella prevenzione: oltre un cittadino su quattro ha partecipato a campagne di screening, con percentuali che salgono al 40% nella fascia tra i 51 e i 74 anni, in particolare per il tumore al colon-retto.

Importante anche il contributo sul fronte della telemedicina e delle vaccinazioni. Circa una farmacia su due somministra il vaccino antinfluenzale, mentre oltre il 70% effettua elettrocardiogrammi e monitoraggi tramite holter cardiaco e pressorio. Prestazioni utilizzate soprattutto da pazienti cronici e anziani.

“Non si tratta più solo di aggiungere nuovi compiti alle farmacie, ma di cambiare il modo in cui le consideriamo dentro il nostro sistema sanitario”, sottolinea Anna Lisa Mandorino. “La vera sfida è integrarle pienamente nel sistema, superando le differenze tra aree urbane e territori più isolati”.

Farmaci equivalenti e automedicazione, cresce la consapevolezza

Il Rapporto evidenzia anche una buona diffusione dei farmaci equivalenti: circa otto farmacisti su dieci ne riconoscono il valore per la sostenibilità del sistema sanitario e tre su quattro per il risparmio dei cittadini. La domanda resta stabile, ma con segnali di crescita in oltre un terzo dei casi.

I pazienti cronici risultano più informati e propensi all’utilizzo, mentre tra i giovani si registra una maggiore apertura culturale, guidata soprattutto dalla fiducia nel farmacista e dal fattore economico.

Parallelamente, l’automedicazione è ormai una pratica diffusa: circa otto cittadini su dieci si dichiarano informati sui farmaci da banco. Tuttavia, il farmacista resta un riferimento centrale: sette persone su dieci chiedono consiglio prima di acquistare un medicinale. Le donne risultano più inclini al confronto, mentre gli uomini tendono maggiormente all’autogestione.

Carenze di farmaci, la farmacia come “ammortizzatore”

Non manca il nodo delle carenze: se oltre la metà dei cittadini non segnala problemi, più di un terzo ha incontrato difficoltà nel reperire farmaci. La situazione è più critica per i pazienti cronici, con circa uno su dieci che ha subito ritardi incompatibili con le proprie esigenze terapeutiche.

In questo contesto, la farmacia di comunità si conferma un “ammortizzatore” del sistema, capace nella maggior parte dei casi di garantire la continuità delle cure grazie alla propria organizzazione.

“Occorre rendere questo modello pienamente operativo e uniforme su tutto il territorio nazionale”, evidenzia Marco Cossolo, sottolineando la necessità di rafforzare la collaborazione con i medici di medicina generale.

Il Rapporto individua alcune priorità strategiche: stabilizzare la farmacia dei servizi all’interno del Servizio sanitario nazionale, garantire equità di accesso soprattutto nelle aree interne, integrare screening e prevenzione nei percorsi sanitari, rafforzare la comunicazione sui farmaci equivalenti e investire sull’educazione sanitaria.

Tra i punti chiave anche la gestione strutturata delle carenze di farmaci, attraverso una collaborazione più stretta tra tutti gli attori del sistema.

La direzione è tracciata: la farmacia del futuro è già presente, ma per diventare davvero universale dovrà superare le disuguaglianze territoriali e integrarsi pienamente nel sistema sanitario pubblico.

red.laprimalinea.it