Con 24 voti a favore (UV, CA, FI, PD-FP, AVS) e nove astensioni (FdI, Lega VdA, La Renaissance, AdC), il Consiglio Valle ha approvato un disegno di legge che contiene disposizioni per il sostegno e la promozione del Terzo settore, dell'amministrazione condivisa e della cittadinanza attiva.
Il provvedimento, presentato dalla Giunta regionale il 9 febbraio, è stato esaminato dalla quinta Commissione che ha prodotto un nuovo testo a seguito delle audizioni ai rappresentanti del Terzo settore e si compone di 24 articoli, che sono stati illustrati in Aula dai consiglieri Luisa Trione (CA) per la maggioranza e Andrea Manfrin (Lega VdA) per la minoranza.
Il disegno di legge recepisce il Codice del Terzo settore, adattandone principi e strumenti al contesto regionale. Riconosce il ruolo degli enti del Terzo settore come attori fondamentali della coesione sociale, istituzionalizza il confronto con la Regione e disciplina l’amministrazione condivisa, attraverso strumenti come la co-programmazione, la co-progettazione e i patti di collaborazione per la gestione dei beni comuni. Istituisce la Consulta regionale del Terzo settore, con funzioni consultive e propositive, e l’Osservatorio regionale, per l’analisi e il supporto alle politiche. Promuove il volontariato, introducendo anche il volontariato individuale nelle amministrazioni pubbliche. Prevede infine un sostegno stabile al Centro di servizio per il volontariato, per rafforzare servizi, formazione e accompagnamento e facilitare gli adempimenti degli enti iscritti al Registro unico del Terzo settore. In Aula sono stati depositati 12 emendamenti a firma congiunta di AVS e PD-FP, di cui uno approvato tal quale e tre subemendati in accordo con l'assessore alle Politiche sociali, Carlo Marzi.
Gli emendamenti recepiti rafforzano il ruolo della cooperazione sociale e dell’impresa sociale; garantiscono la rappresentanza di tutte le sezioni del Registro unico nazionale del Terzo settore e confermano la presenza di un rappresentante del Forum del Terzo settore all’interno della Consulta regionale; chiariscono inoltre la natura della co-progettazione come processo di costruzione condivisa.


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