Sport | 27 marzo 2026, 07:42

Chicco Pellegrino abbracciato alla sua gente, a Nus il via al Gran Finale tra emozione e futuro

E' festa a Nus; Chicco Pellegrino (primo da dx) assieme ai tre più giovani Azzurri del fondo (cliccare sull'immagine per avviare la gallery)

E' festa a Nus; Chicco Pellegrino (primo da dx) assieme ai tre più giovani Azzurri del fondo (cliccare sull'immagine per avviare la gallery)

L’abbraccio della sua terra, il calore della sua gente, 'neuveins' ma anche tanti appassionati degli sci stretti e delle imprese di un campione genuino, umanissimo; l’entusiasmo contagioso dei più giovani. È iniziato così il 'Gran Finale' di Federico 'Chicco' Pellegrino, con una serata intensa e partecipata che ha trasformato piazza Fillietroz in un simbolico passaggio di testimone tra generazioni.

Giovedì 26 marzo, nel borgo di Nus, centinaia di persone hanno preso parte alla sfilata inaugurale insieme agli atleti e ai giovanissimi degli sci club valdostani, protagonisti di una festa che ha unito passato, presente e futuro dello sci di fondo italiano. Un colpo d’occhio significativo, fatto di bandiere, sorrisi e applausi, che ha accompagnato l’apertura ufficiale dell’evento.

Sul palco, accanto al sindaco Camillo Rosset (foto sopra), presentati da un emozionato Cesarino Cerise i protagonisti attesi nel fine settimana e anche i premi delle diverse gare. Tra questi, particolare attenzione per il trofeo del Memorial Elisa Arlian, dedicato alla maestra e allenatrice dello sci club Saint-Barthélemy, prematuramente scomparsa in un incidente in montagna nel maggio 2024 assieme al compagno di vita e di escursioni Jean Daniel Pession. Altrettanta emozione ha suscitato il trofeo del Memorial Sergio Favre, realizzato da Enrico Massetto, dedicato allo storico skiman di Nus scomparso nel marzo 2024 e figura profondamente legata al movimento sciistico valdostano. Enfant du pays, Sergio per tanti anni ha curato i materiali di grandi campioni come Dario Cologna e Stefania Belmondo per dedicarsi poi a squadre nazionali femminili del Nordeuropa. .

 

Visibilmente emozionato, Federico Pellegrino ha preso la parola davanti al suo pubblico. Il campione valdostano ha sottolineato la crescita costante della squadra azzurra, evidenziando come le nuove generazioni stiano emergendo con forza nel panorama internazionale. Un segnale importante per il futuro della disciplina, nel solco tracciato dagli Azzurri che hanno fatto la storia dello sci di fondo.

Poi, il passaggio più personale, quasi intimo, nonostante la piazza gremita: Pellegrino ha definito questi tre giorni come il momento più bello della sua carriera, sottolineando con un sorriso quanto sia speciale poter salutare l’agonismo circondato dall’affetto della sua gente.

Un addio allo sci competitivo che si annuncia carico di significato, costruito non solo sulle imprese sportive ma anche su un legame profondo con il territorio. E proprio da qui, tra i giovani che lo guardano come esempio e tra gli appassionati che lo hanno seguito in tutta la carriera, prende il via l’ultimo capitolo di una storia straordinaria.

Da oggi, precisamente dalle 9 con l'avvio del Memorial Arlian, la scena si sposta sulle piste di Saint-Barthélemy, dove il Gran Finale entra nel vivo tra gare, ospiti e celebrazioni. Ma l’emozione, quella, ha già iniziato a scrivere le sue prime righe.

patrizio gabetti