Sarà un’edizione da record, e non è solo uno slogan. A dirlo è Marco Camandona, anima del Millet Tour du Rutor Extrême, pronto a riportare lo spettacolo dello scialpinismo internazionale sulle montagne della Valle d’Aosta sabato 28 e domenica 29 marzo, tra La Thuile, Valgrisenche e Arvier.
La 22esima edizione della gara, valida anche come finale del circuito La Grande Course 2026, registra numeri importanti: 277 squadre da due atleti, provenienti da 19 nazioni. Un ritorno ai livelli record del 2018, segnale di una disciplina che, dopo la flessione post-Covid, torna a crescere.
"Abbiamo eguagliato il nostro primato presenze – sottolinea Camandona –. Il trend è di nuovo positivo e questo non può che farci piacere". Tra i dati significativi anche la presenza femminile, pari al 10% degli iscritti, oltre ai partecipanti della prova non competitiva “Team 85” e ai giovani atleti impegnati su tracciati tecnici dedicati.
Il livello al via è altissimo e rende difficile ogni pronostico. Tra gli uomini occhi puntati sui dominatori della Pierra Menta William Bon Mardion e Xavier Gachet. A contendergli il successo ci saranno, tra gli altri, William Boffelli e Alex Oberbacher, oltre a Samuel Equy – Anselme Damevin, Davide Magnini – Anton Palzer e Federico Nicolini – Nadir Maguet. Al femminile riflettori puntati sulle capitane azzurre e francesi Alba De Silvestro e Axelle Mollaret, senza dimenticare Ilaria Veronese – Corinna Ghirardi e Noemi Junod – Giulia Compagnoni. Tra le coppie da seguire anche Sonia Brussoz – Marcela Vasinova, reduci dal successo alla Transcavallo.
Il percorso complessivo mette alla prova anche i migliori: 5.000 metri di dislivello positivo in due tappe, 50 chilometri di sviluppo (35 in salita e 15 in discesa), oltre 20 cambi di assetto e passaggi tecnici sopra i 3.000 metri, tra creste e canali. Sabato spazio alla grande traversata da La Thuile a Valgrisenche: oltre 2.400 metri di salita lungo un tracciato che ricalca in parte quello storico del 1933, quando nacque il “Trofeo del Rutor”. Una tappa spettacolare, con passaggio su uno dei ghiacciai più estesi della regione. Domenica la tappa decisiva a Planaval, nel comune di Arvier: un anello tecnico attorno allo Château-Blanc con vetta a 3.422 metri e circa 2.300 metri di dislivello positivo.
Accanto alla gara élite, torna anche il “Team TDRX85”, iniziativa dedicata agli amatori: 850 metri di salita da Planaval verso Plan Petet Alta, per vivere da vicino l’atmosfera della competizione. Ai primi 200 iscritti sarà assegnato uno zaino Millet da 22 litri. Spazio anche alla creatività con il concorso fotografico PhotoAlpArvier 2026, aperto gratuitamente agli appassionati non professionisti. Le immagini, realizzate tra il 27 e il 29 marzo, racconteranno la gara, i suoi protagonisti e il contesto naturale. Un fine settimana che promette spettacolo e adrenalina, con il Rutor pronto ancora una volta a incoronare i re e le regine dello scialpinismo internazionale.


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